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Bolletta elettricità e luce 2014: novità. Prezzi e tariffe più bassi. Cosa cambia e da quando

Rincari bollette da inizio 2014 ma Autorità per l’energia pensa a nuovi ribassi dalla prossima estate grazie alla cosiddetta tariffa piatta. Obiettivo: incentivare la diffusione delle pompe di calore elettriche



Insieme a pedaggi autostradali, imposta di bollo sui prodotti finanziari, e carburanti, da inizio 2014 è previsto anche u nuovo aumento anche per le bollette della luce: il rincaro sarà dello 0,7%, pari a 4 euro annui per una famiglia tipo. L’aumento della bolletta elettrica è dovuto all’introduzione di un nuovo onere generale di sistema, la componente ‘Ae’, che finanzia le agevolazioni alle imprese manifatturiere con alti consumi elettriche.

Questa nuova componente ha determinato un aumento dell’1,6% della spesa complessiva tutta legata agli oneri generali di sistema, a cui va aggiunto il +0,3% delle tariffe per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura riferibili a componenti amministrativi della bolletta: questi rincari però sono stati controbilanciati da una notevole riduzione dei costi del kWh (-1,2%).

E così, per la famiglia tipo con consumi medi di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW, la spesa complessiva su base annua cresce di circa 4 euro, per una spesa media annua di circa 518 euro. Ma insieme a questi aumenti previsti si pensa anche a come far riscendere il prezzo. Come? Con tariffe elettriche domestiche che premieranno l'efficienza energetica.

Si parte dalla cosiddetta formula tariffaria piatta, pensata dall’Autorità per l’energia, che non farà crescere il costo del kilowattora con l'aumentare dei consumi complessivi. L’obiettivo è quello di incentivare la diffusione delle pompe di calore elettriche per i riscaldamenti domestici e l'intenzione è di rivedere l'intero schema della progressività della tariffa eliminando o almeno ridimensionando i sussidi incrociati che riducono i margini concorrenziali tra operatori premiando i consumi ridotti e non l'uso efficiente dell'energia.

Prendendo il caso, per esempio, di un cliente residenziale con una connessione da 3 kW di potenza e 2700 kWh di consumi annui, paga il singolo kilowattora circa 19 centesimi di euro. Nella simulazione riportata da QualeEnergia, con l'istallazione di una pompa di calore da 10 kW termici i consumi salirebbero a 7700 kWh annui con l'obbligo tra l'altro di cambiare il contratto alla più onerosa formula dei 4,5 kW tra di potenza con relativo passaggio alla tariffa D3.

Tutto ciò farebbe crescere il prezzo del kilowattora di oltre un terzo, arrivando a circa 31 centesimi. Se si metterà in pratica il piano dell'Authority, dalla prossima estate gli utenti che certificheranno l'istallazione esclusiva di un impianto di climatizzazione a pompa di calore della classe energetica più efficiente potranno scegliere di passare alla rinnovata tariffa D1 pagando tutta l'energia consumata circa 21 centesimi a kilowattora.

E ciò significa che per il consumatore tipo preso a riferimento nella simulazione (pompe di calore esclusive per il riscaldamento, consumi di 7700 kWh l'anno e potenza impegnata di 4,5 kW) nel caso di un contratto di maggior tutela la bolletta scenderebbe dai 2404 euro annui di oggi a circa 1620 euro, con un risparmio di quasi 800 euro l'anno.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il