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Tasi: quanto si paga. Case più grandi pagheranno meno nuova tassa rispetto a quelle medio-piccole

Debutta la Tasi da gennaio 2014 con la Iuc ma è paradosso: per la nuova tassa le case più grandi pagheranno meno di quelle più piccoli. Caos aliquote e prime stime. La situazione



Con il debutto della nuova Iuc, imposta unica comunale, a gennaio 2014, i contribuenti italiani dovranno pagare nuove tasse sulla casa. La Iuc, infatti, si compone di Imu, che come al solito dovrà essere versata per il patrimonio immobiliare e ne sono esclusi i proprietari di prime case; Tari, che sarebbe la tassa sui rifiuti; e Tasi, che sarebbe il compenso dovuto per i cosiddetti servizi indivisibili comunali, come manutenzione delle strade, illuminazione pubblica, ecc.

Il problema è che per il pagamento di questa componente ogni Comune dovrà definire la propria aliquota, elevandola anche al massimo, ma al momento è ancora caos. Il paradosso, invece, è che con questa novità a rimetterci di più saranno le case piccole. Sarà compito, dunque, dei sindaci definire gli importi della Tasi, con facoltà di aumentare le aliquote entro un range da uno a otto millesimi e comunque non oltre il 3,3 per mille, al fine di assicurare la copertura per le detrazioni sulle fasce più svantaggiate o le famiglie più numerose.

Secondo le prime stime, per un’abitazione da 120 metri quadrati  (classe A/2)  a Torino o Roma, l’importo non sarebbe inferiore a 700 euro all’anno, mentre per le case più ridotte, 80 metri quadrati in classe A/3, a Roma si pagherebbero 443 euro, contro i 386 di Bologna, seguita da Torino e Milano.

Il riisultato è che la casa di categoria A/2 finirebbe per pagare meno dell’Imu 2013, pari a 335 euro a Torino, mentre salirebbero i costi per le dimore più modeste, con il record di 130 euro in più per la prima casa dei residenti a Milano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il