BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni usuranti e precoci ultime notizie: proposte politici. Solo annunci o cose concrete. Dubbi

Nuove proposte prestito pensionistico e uscita flessibile che potrebbero cambiare le pensioni per precoci ed usuranti: cosa prevedono. Ma diventeranno misure a sostegno di queste categorie di lavoratori?



Sono diversi i lavoratori precoci e usuranti che dopo la proposta del prestito pensionistico, avanzata dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, si stanno chiedendo se nel 2014 sarà davvero possibile il prepensionamento. Innanzitutto è bene sottolineare che la proposta del ministro Giovannini non è unna di quelle norme ad hoc, tanto richieste per queste categorie specifiche di lavoratori, ma piuttosto si propone come una possibilità che potrebbe interessare gli esclusi dalla Riforma pensioni, tra cui appunto i lavoratori precoci ed usuranti.

Il sistema del prestito pensionistico prevede, infatti, per tutti, la possibilità di andare in pensione anticipata 2 o 3 anni prima di aver maturato i requisiti necessari all'assegno pensionistico. Per lasciare prima il lavoro, i lavoratori prenderebbero un anticipo sulla pensione futura, avendo a disposizione un importo mensile non superiore a 600-700 euro mensili, da rendere poi all'Inps una volta ottenuto l'assegno pensionistico effettivo.

Il lavoratore renderà il prestito pensionistico ricevuto attraverso una decurtazione di una percentuale direttamente sulla pensione maturata, questa decurtazione oscillerà tra il 10 ed il 15%. E, nonostante questo sistema possa permettere a tanti di andare in pensione, se stanchi, se ‘usurati’ da lavori troppo pesanti, sono molti coloro che, specie quelli precoci ed usuranti, non sono poi completamente favorevoli a questa soluzione.

Lavoratori e pensionati speravano in modifiche alle pensioni,, contenute nella Legge di Stabilità, che potessero, finalmente, risolvere una volta per tutte il problema degli esodati e la questione pensione anticipata per lavoratori precoci ed usuranti. Molti i lavoratori appartenenti a queste categorie che preferiscono la proposta di Cesare Damiano sulla flessibilità e sulla possibilità di andare in pensione anticipata con una decurtazione, al massimo dell'8%, sul proprio assegno pensionistico.

Secondo Damiano, “la riforma delle pensioni targata Fornero è socialmente iniqua, sbarra la strada all'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro ed è recessiva perché induce i lavoratori, che vedono un futuro previdenziale estremamente incerto e lontano nel tempo, a non investire e a non consumare. E' una riforma che va cambiata e va recuperato quel criterio di gradualità che è stato brutalmente cancellato dal governo Monti.

Noi siamo pronti al confronto sulla proposta del ministro del Lavoro che prevede un prestito pensionistico da percepire nei due anni che precedono il momento della pensione, ma vogliamo ricordargli che il Partito Democratico ha già presentato una proposta di legge sulla flessibilità che non può essere sbrigativamente accantonata perché giudicata troppo costosa”.

Pronto a cambiamenti anche l’ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che potrebbe subentrare al posto del ministro del Lavoro Giovannini, secondo voci di questi giorni. Epifani ha sempre contestato la riforma Fornero, e sostiene: “Vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all'altra tipologia di esodati che si creerà coll’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il