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Pensioni donne e uomini ultime notizie: politici, nuove dichiarazioni. Modifiche reali o promesse

Uomini e donne in pensione anticipata grazie a nuove ipotesi: dal prestito pensionistico di Giovannini possibilità di lasciare prima. Come funziona questo sistema



Sono addirittura oltre 500 mila le persone tra i 50 ed i 69 anni che avrebbero affermato di non aver mai versato i contributi e che sarebbero molto preoccupati riguardo il proprio mantenimento nella vecchiaia: l'allarme sulla pensione anticipata e posticipata di uomini e donne è stato lanciato dall'Istat.

E sarebbero oltre 2,5 milioni i cittadini tra i 50 ed i 69 anni del Bel Paese che sono riusciti ad andare in pensione in maniera anticipata rispetto a quanto previsto dalla regolare scadenza previdenziale, mentre sono quasi 500 mila gli italiani tra i 50 ed i 70 anni che sono ancora al lavoro volontariamente per cercare di incrementare il proprio reddito, nonostante gli sia già stata recapitata la pensione da lavoro. In entrambi i casi, a spingere gran parte della popolazione italiana ad anticipare ed a ritardare il proprio pensionamento, è la paura di rimanere in povertà, e questa situazione non lasciar spazio a giovani diplomati e laureati, che sono sempre più disoccupati.

Per permettere a uomini e donne di andare in pensione prima, proponendo, tra l’altro, una sorta di alternativa alla staffetta generazionale, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini è tornato a parlare di prestito pensionistico. Questo sistema offrirebbe al lavoratore di lasciare prima il lavoro, di due, o tre anni, rispetto alla soglia di 66 anni fissata dalla legge Fornero ricevendo un assegno che potrebbe essere l’80% dello stipendio pagato dall’Inps eventualmente con il contributo della stessa azienda, che poi dovrà ripagare negli anni successivi.

Una volta raggiunta l’effettiva pensione, dall’assegno previdenziale verrebbe trattenuta una certa percentuale (potrebbe essere tra il 10 e il 15%). Dal momento in cui, maturati i requisiti per la pensione, si inizia ad incassare l’assegno previdenziale, si subirebbe una decurtazione di una cifra che potrebbe oscillare tra il 10 e il 15%, per restituire i soldi ottenuti in prestito nei due anni precedenti.

Questo meccanismo permetterebbe a uomini e donne di lasciare il lavoro prima, evitando, tra l’altro, quella ingiustizia sociale di cui si era parlato nel momento in cui l’ex ministro Fornero aveva deciso di equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne, discriminando così, secondo molti, le donne.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il