BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia e anzianità ultime notizie: politici e nuove proposte. Cambiamenti possibili

Andare in pensione prima in maniera più flessibile per anticipare l’uscita di molti e permettere maggiori opportunità ai più giovani: il prestito pensionistico del ministro Giovannini. La posizione di Damiano



Quali novità potrebbero ancora essere approvate per modificare le pensioni di anzianità e vecchiaia? Dopo l’approvazione della Legge di Stabilità, sembrava che la partita sui possibili interventi per il mondo previdenziale italiano si fosse chiuso. Ma qualche speranza torna ora a riaffacciarsi. Innanzitutto c’è da chiarire che la pensione di anzianità è una delle prestazioni previdenziali, che può essere ottenuta prima di aver compiuto l’età massima pensionabile, a condizione di aver maturato almeno 35 anni di contributi.

Da luglio 2009 è stato introdotto il sistema delle quote per il calcolo della pensione di anzianità: il diritto alla pensione si raggiunge al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l’età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi. Attualmente l’età minima da raggiungere per i lavoratori dipendenti è di 60 anni e quota 97 ( l’età deve essere di 61 anni per i lavoratori autonomi). A partire da gennaio 2013, l’età minima per la pensione di anzianità si alza a 61 anni di età e quota 97 per i lavoratori dipendenti, mentre per i lavoratori autonomi l’età è di 62 anni con quota 98., ma a prescindere dall’età si può andare in pensione se si sono raggiunti almeno 40 anni di contributi versati.

La pensione di vecchiaia, invece, è una prestazione previdenziale che viene applicata a quei lavoratori che hanno raggiunto l’età massima pensionabile. I lavoratori assicurati successivamente alla data del 31 dicembre 1995 hanno diritto alla pensione di vecchiaia se hanno raggiunto l’età di 60 anni le donne, e 65 anni, gli uomini.

Da gennaio 2011, tutti i lavoratori che raggiungono i requisiti anagrafici contributivi per avere diritto alla pensione di vecchia, possono andare in pensione seguendo le finestre di accesso: i lavoratori dipendenti possono andare i pensione 12 mesi dopo aver maturato i requisiti, mentre i lavoratori autonomi possono andare in pensione dopo 18 mesi. Il sistema di calcolo della pensione di vecchiaia varia a seconda dell’anzianità contributiva maturata entro il 31 dicembre 1995.

A offrire la possibilità di andare prima in pensione il prestito pensionistico proposto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. una sorta, appunto, di prestito pensionistico, consentendo ad alcune categorie di persone di mettersi a riposo 2 o 3 anni prima rispetto a quanto prevede l’attuale sistema pensionistico.

Con questo sistema, il lavoratore non riceverebbe un vero e proprio assegno previdenziale ma una sorta di anticipo da parte dell'Inps sulla pensione futura, per un importo che arriva al 75-80% della rendita.

Poi, una volta maturati i requisiti per andare in pensione, il beneficiario del prestito restituirà all'ente della previdenza, in maniera graduale, le somme incassate anticipatamente, subendo così una decurtazione sulla sua pensione. Dalla parte della flessibilità anche il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, che chiede ancora modifiche all'attuale sistema delle pensioni e dice: “Era ora, perché fin qui abbiamo insistito invano affinché il governo affrontasse questo argomento.

Noi siamo convinti, a differenza di Renzi che mantiene su questo tema una posizione conservatrice, che la riforma delle pensioni targata Fornero sia socialmente iniqua, che sbarri la strada all'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e che sia recessiva perché induce i lavoratori, che vedono un futuro previdenziale estremamente incerto e lontano nel tempo, a non investire e a non consumare”.

E spiega: “E' una riforma che va cambiata e va recuperato quel criterio di gradualità che è stato brutalmente cancellato dal governo Monti. Noi siamo pronti al confronto sulla proposta del ministro del Lavoro che prevede un prestito pensionistico da percepire nei due anni che precedono il momento della pensione, ma vogliamo ricordargli che il Partito Democratico ha già presentato una proposta di legge sulla flessibilità che non può essere sbrigativamente accantonata perché giudicata troppo costosa”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il