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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: annunci nuovi tanti ma solo cattive notizie reali

Andare in pensione prima e con condizioni migliori rispetto a quelle previste dall’attuale legge Fornero. Necessari cambiamenti. Tante le promesse ma ancora non si muove nulla. La situazione



Si parla della possibilità di un’uscita anticipata e più flessibile, di rivedere il sistema delle cosiddette pensioni d’oro, di un prestito pensionistico che andrebbe soprattutto a sostenere precoci ed usuranti, favorendo anche un ricambio generazionale nel mondo del lavoro. E poi la questione esodati. Sono tante le possibili modifiche che potrebbero intervenire per cambiare ancora le pensioni ma ancora poche le misure effettivamente definitive messe in pratica.

Si susseguono gli annunci di esponenti politici e non, tutti pronti a rimettere mano ad un sistema che sta solo suscitando proteste e polemiche senza sortire nessun effetto positivo, ma ciò che si aspetta, cosa fondamentale per lavoratori e pensionandi, sono interventi mirati, concreti e definitivi. Cose ancora ben lontane dal vedere la luce.

Nonostante infatti il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, parli di nuovo del suo prestito pensionistico per permettere ai lavoratori di lasciare prima il lavoro; Cesare Damiano invochi un nuovo sistema di flessibilità di uscita; l’ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che, secondo indiscrezioni, potrebbe sostituire il ministro Giovannini, propone nuove soluzioni per esodati e innalzamento dell’età lavorative delle donne; e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, propone nuovi contributi per le pensioni d’oro, le uniche certezze di oggi sono gli effetti negativi provocati dalla legge Fornero, dagli esodati, a coloro appartenenti alla cosiddetta Quota 96.

Resta, infatti, da risolvere una volta per tutte la situazione di migliaia e migliaia di persone che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Secondo un monitoraggio dell’Inps aggiornato allo scorso dicembre, delle 130 mila persone tutelate dai tre decreti dell’ex governo Monti, le domande accolte finora sono quasi 80 mila e le pensioni in pagamento meno di 27 mila e ciò significa che solo uno su tre col diritto certificato alla pensione sta incassando l’assegno.

E poi ci sono i pensionandi della scuola appartenenti alla Quota 96, bloccati per un errore della Riforma Fornero e che non compaiono per niente nella riforma pensioni ma impossibilitati ad andare in pensione a causa di un gravissimo errore cui loro, però, non possono porre rimedio. E’ necessario che intervenga il governo in merito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il