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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: nuove proposte, ma solo cattive notizie concrete

Nuove proposte per lavoratori precoci ed usuranti e permettere loro di andare in pensione prima: il prestito pensionistico di Giovannini. Come funzionerebbe e per chi



Nuove speranze per lavoratori precoci ed usuranti? Secondo gli ultimi annunci, nonostante l’approvazione della Legge di Stabilità, esponenti politici e non solo vorrebbero rimettere mano alle pensioni con eventuali nuove modifiche. Ma al momento queste restano parole. E servirebbe, invece, un intervento concrete che possa dare risposte definitive a situazioni complesse, come quella degli esodati e dei lavoratori precoci ed usuranti.

E si parte con l’annuncio del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che torna a parlare del prestito pensionistico, pensato proprio per arginare gli effetti della legge Fornero, che ha innalzato di colpo l'età pensionabile (fino a 66 anni) dando vita ad un esercito di cosiddetti esodati, cioè di lavoratori rimasti senza lavoro, oggi troppo giovani per accedere al pensionamento ma troppo anziani per trovare facilmente un nuovo impiego.

L'idea del ministro è di un prestito pensionistico che permetterebbe ad alcune categorie di persone di mettersi a riposo 2 o 3 anni prima rispetto a quanto prevede la legge Fornero. Con questo sistema, il lavoratore non riceverebbe un vero e proprio assegno previdenziale ma una sorta di anticipo da parte dell'Inps sulla pensione futura, per un importo che arriva al 75-80% della rendita (anche se si tratta per adesso di percentuali ipotetiche).

Una volta maturati i requisiti per mettersi a riposo, il beneficiario del prestito restituirà all'ente della previdenza, in maniera molto graduale, le somme incassate anticipatamente. In pratica questo sistema prevede un taglio alla sua pensione ordinaria per un importo ancora da stabilire nel dettagli, probabilmente sarà una decurtazione del 10-15%. In questo sistema sarebbero coinvolte anche le aziende, che continuerebbero a pagare dei contributi all'ex-dipendente, fino a quando non matura i diritti alla pensione.

Mentre restano ancora da definire le modalità precise di lavoro di questo sistema, per quanto riguarda chi potrebbe beneficiarne, al momento si parla di lavoratori con almeno 62 anni di età e 35 anni di contributi, che risultano attualmente senza occupazione o rischiano di rimanerci presto, alla fine del periodo di mobilità. E questo sistema andrebbe ad agevolare lavoratori precoci ed usuranti permettendo loro di lasciare prima il lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il