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Borsa e mercati finanziari 2014: previsioni Europa, Usa, Giappone, Mercati emergenti

Dopo un anno nero tornano a salire lievemente i mercati: secondo gli esperti faranno bene Usa, eurozona e Giappone. Ad arrancare solo gli Emergenti



Passato un 2013 nero per i mercati, secondo gli esperti delle maggiori banche d’affari europee e statunitensi, come riportato su CorriereEconomia, non sarà un anno di stagnazione, e tantomeno di arretramento, per i listini globali. La terribile crisi finanziaria ed economica iniziata nel settembre del 2008 con il fallimento della banca Lehman Brothers, seconda per gravità soltanto alla grande crisi del 1929, sembra infatti avviata su un sentiero di lenta risoluzione. Il dato più confortante è il ritorno della crescita economica verso le medie di lungo periodo in tutte le principali aree del globo.

Il Pil mondiale, nel 2014, dovrebbe aumentare, secondo le stime, a una velocità compresa fra il 2,9% e il 3,4% , l’eurozona dovrebbe riprendere nel 2014 il cammino della crescita della ricchezza (+1,1%), gli utili aziendali degli Stati Uniti potrebbero salire dell’8%, e cresceranno in tassi anche in Giappone.

Solo i mercati emergenti continueranno ad arrancare, dopo una corsa rialzista durata oltre 15 anni. Già il 2013 è stato un anno nero per i mercati emergenti che, dopo un periodo di fervido splendore, hanno iniziato a vedere un forte deflusso di capitali. Secondo gli ultimi dati sul 2013 di Epfr Global, infatti, la fuga dai fondi azionari e obbligazionari specializzati in mercati emergenti è stata pari a 59 miliardi di dollari, saldo netto negativo equamente distribuito tra reddito fisso (rosso da 31,4 miliardi di dollari) ed equity (-27,6 miliardi di dollari).

L’inversione di tendenza si è iniziata ad avvertire lo scorso mese di maggio quando, per la prima volta, è stato annunciato la possibile fine della politica monetaria espansiva della Banca centrale americana. La Fed, infatti, per far fronte alla crisi finanziaria del 2008, considerando il miglioramento della congiuntura economica, ha annunciato la riduzione graduale iniezioni di liquidità.

A risentirne Paesi e asset che in questi anni avevano particolarmente tratto beneficio dalla politica ultraespansiva della Federal Reserve, azioni e bond dei mercati emergenti in particolare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il