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Pensioni Governo Letta ultime notizie: facciamo il punto della settimana. La situazione aggiornata

Torna ad aprirsi la questione pensioni e si affacciano nuove ipotesi di modifiche alle pensioni: si realizzerà davvero qualche cambiamento o sono ancora solo parole? E la questione esodati?



Torna ad aprirsi la questione pensioni e, nonostante le misure in materia definite dalla nuova Legge di Stabilità, tornano ad affacciarsi nuove ipotesi di cambiamenti. Proposte di cui si parla, sperando possa effettivamente cambiare qualcosa in tal senso e che non rimangano ancora una volta solo parole.

Ci si riferisce, in particolare, alla condizione dei lavoratori precoci ed usuranti, degli esodati, dei Quota 96, delle pensioni di uomini e donne. Sono questioni che, a prescindere dagli assegni e dai contributi sulle pensioni d’oro, vanno affrontare e risolte. E’, infatti, una necessità risolvere definitivamente la questione degli esodati, lavoratori che rischiano di rimanere senza pensione e senza lavoro per effetto delle norme della legge Fornero. Il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, che è tornato a ribadire la necessità di una maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori.

E sia per agevolare quelle categorie, come precoci e usuranti che comunque sono impossibilitati a rimanere a lavoro fino a 66 anni, sia per sostenere quella staffetta generazionale che permetterebbe un ricambio nel mondo del lavoro fra più giovani e più anziani. Secondo Damiano, infatti, “la riforma delle pensioni targata Fornero va cambiata perché socialmente iniqua, sbarra la strada all'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro ed è recessiva perché induce i lavoratori, che vedono un futuro previdenziale estremamente incerto e lontano nel tempo, a non investire e a non consumare”.

Per risolvere la questione esodati e pensare ad una strada per sostenere precoci ed usuranti, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha riproposto il suo prestito pensionistico per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima, magari di due, tre anni, rispetto all’attuale soglia dei 66 anni con una sorta di prestito appunto da restituire una volta in pensione per i requisiti maturati.

Da ex segretario della Cgil, che probabilmente potrebbe prendere il posto del ministro Giovannini, Guglielmo Epifani ha assicurato che risolverebbe la questione esodati, per cui “vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all’altra tipologia di esodati che si creerà coll’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero” e il problema l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, sostenendo: “Rimetteremo mano alla situazione”.

Ancora in ballo anche i pensionandi della scuola appartenenti alla Quota 96, bloccati per un errore della Riforma Fornero e di cui non si fa accenno nella riforma pensioni.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il