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Tares: bollettini e F24 arrivati a casa. Cosa controllare per evitare errori più comuni

Bollettini precompilati in modo errato: come pagare la Tares evitando errori. Non sono previste sanzioni per chi non paga entro il 24 gennaio. Come fare e dubbi



Venerdì 24 gennaio milioni di contribuenti italiani saranno chiamati a pagare, insieme alla mini Imu, la maggiorazione della Tares. E’ la tassa sui rifiuti che si può pagare con bollettino postale e modelli F24. Ma, in realtà, bollettini e modelli F24 presentano, come noto, errori nella precompilazione. Innanzitutto bisogna chiarire che dovranno pagare la maggiorazione Tares i contribuenti residenti in comuni che non hanno ancora provveduto alla riscossione.

Si deve versare in particolare la maggiorazione Tares pari a 30 centesimi a metro quadro che quest’anno è riservata interamente  allo Stato. Chi non può pagare entro la scadenza Tares del 24 gennaio prossimo, non subirà sanzioni nè interessi di mora. Nonostante, inoltre, i  contribuenti stiano ricevendo i bollettini precompilati del comune che in alcuni  possono riportare la scadenza del 16 dicembre scorso, poi prorogata dalla legge di stabilità al 24 gennaio 2014, tali modelli o bollettini saranno comunque validi.

Nelle ultime ore Comuni e Caf sono stati presi d’assalto per capire se si deve pagare la maggiorazione Tares visto che in molti comuni i bollettini precompilati non sono arrivati o sono arrivati errati come nel caso del comune di Roma che ha inviato il modello F24 per il tributo 3955 con la casella del ‘saldo’ erroneamente premarcata. 

Nel modello precompilato, inviato dall’Ama a casa dei cittadini romani, c’è infatti un errore secondo le banche che stanno ricevendo i modelli di pagamento F24 per la maggiorazione Tares visto che è stata sbarrata la ‘x’ sulla casella ‘saldo’. All’Ama, però, negano l’errore materiale, dando la colpa alle troppe variazioni nella normativa sulla Tares.

E’ bene poi sottolineare che riduzioni ed esenzioni sulla Tares sono stabilite dai singoli comuni e possono riferirsi alla situazione economica della famiglia, presenza nel nucleo familiare di un soggetto disabile, o anche altre situazioni.

Ad esempio in molti comuni di Italia, i comuni hanno deliberato sconti e sgravi sulla Tares per chi adotta un cane, pensati con il duplice scopo di dare una casa ad una animale domestico e permettere risparmio per cittadini e comune, visto che mantenere un cane al canile municipale ha certi costi che in tempi di crisi sono difficili da mantenere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il