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Borsa, mercati azioniari e obbligazioni 2014: Usa, Emergenti, Europa. Le previsioni di Roubini

Stati Uniti, Ue e Giappone in ripresa nel 2014: le previsioni dell’economista Roubini su andamento marcato azionario e obbligazionario in questo nuovo anno



“La fine degli stimoli Fed farà calare l'euro a fine anno a 1,27 sul dollaro”: questa la previsione dell'andamento economico per il 2014 di Nouriel Roubini, l'economista che anticipò la Grande recessione del 2008, e che prevede la ripresa degli Stati Uniti nel 2014 (crescita al 2,6%), quella dell'Unione europea (0,9%) e del Giappone (1,6%).

Come riportato dal Sole 24 Ore, secondo l’economista “la crescita Usa viaggerà al 2,6% nel 2014, mentre la Ue aumenterà dello 0,9%, una situazione che vede il paziente europeo non più in rianimazione ma dove la crisi non è ancora stata superata nelle zone periferiche. In Europa è necessaria raggiungere l'unione bancaria, fiscale e politica, ma il traguardo non è stato ancora raggiunto.

In Giappone, invece, il programma Abe hanno funzionato ma resta incerta la terza freccia, ovvero la liberalizzazione degli scambi, la deregolamentazione, e bisogna stare attenti ad aprile prossimo quando si avrà un aumento delle tassa sui consumi dal 5 all'8%, un passo rischioso”. E sui mercati emergenti: “rischiano a causa del tapering, la riduzione degli stimoli monetari della Fed. Infatti abbiamo già assistito a un indebolimento dei mercati azionari e obbligazionari nella regione.

Ci sono dei mercati emergenti fragili, come l'Indonesia, India, Turchia, Sud Africa, Ungheria, Ucraina, Argentina, Venezuela. Questi ultimi hanno in comune un deficit delle bilancia commerciale, un disavanzo fiscale, una crescita in calo rispetto al loro potenziale e tutti devono affrontare elezioni incerte. In questo ambito vanno meglio Corea, Filippine, Singapore, Hong Kong, Polonia, Repubblica ceca e Brasile. Anche le economie del Golfo dovrebbero crescere bene grazie ai prezzi del petrolio relativamente alti”.

Per quanto riguarda poi l’andamento del mercato obbligazionario, secondo Roubini, dovrebbero “aumentare i rendimenti decennali tra il 3,4%-3,5% negli Usa, mentre in Germania del 2,5%. Il mercato azionario americano dovrebbe continuare a crescere, come pure nella zona euro mentre i prezzi delle commmodity dovrebbero diminuire grazie allo shale gas. Anche il prezzo del rame dovrebbe diminuire a causa del rallentamento della produzione in Cina.

Anche l'oro dovrebbe attestarsi a quota mille dollari all'oncia”, mentre guardando in particola modo al nostro Paese, l’Italia “deve ridurre il costo del lavoro ma molto dipende dalla volontà di fare le riforme che per ora resta molto limitata. Il Pil italiano è sotto dell'8% e la produzione industriale del 25% rispetto all'inizio della crisi. L'Italia deve affrontare un ripresa debole, competitività da recuperare, disoccupazione elevata”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il