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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Letta: piano prestito Ministro Giovanni per uscita prima

Ministero del Lavoro e dell’Economia insieme per studiare una possibilità di pensione in anticipo ma con il contributo di tutti. Cosa prevede la nuova proposta



Dopo aver riproposto il suo prestito pensionistico, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, è tornato a parlare di possibilità di uscita anticipata dal lavoro. Andare, dunque, in pensione prima sarà possibile davvero? E se sì, come si potrà fare? Il governo studia un anticipo dell'età pensionabile, rispetto all'attuale normativa varata con la riforma Fornero, con il contributo delle aziende: “Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici, è un procedimento complesso che può prevedere anche il contributo da parte delle aziende”, l’annuncio del ministro del Lavoro.

Proprio ieri, infatti, Giovannini ha annunciato un provvedimento specifico che dovrebbe rendere più flessibile, pur senza modificarle, le norme previste dalla legge Fornero in materia di pensioni, norme che prevedono allungamenti significativi dell’età pensionabile tali da aver anche creato l’esercito dei cosiddetti esodati.

La proposta del ministro deve comunque essere rifinita. Ciò che infatti ha detto è che “Il governo ha allo studio un piano finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermi restando i requisiti dell’attuale normativa”. Da quanto si è appreso, al nuovo strumento si accederebbe su base volontaria e oltre al contributo delle imprese ce ne sarebbe uno a carico anche dello Stato e dei lavoratori.

Se, dunque, mettendo a punto il nuovo piano di uscita flessibile si potrà avere la possibilità di raggiungere una pensione d’anzianità o vecchiaia in anticipo rispetto all’attuale soglia, ciò che resta da risolvere è ancora il problema degli esodati. Dei 130 inizialmente individuati, oggi sono poco più di 150 mila i destinatari delle tutele.

Gli altri sono cassintegrati, lavoratori in mobilità, esodati del settore bancario che beneficiano della solidarietà, licenziati individuali, tutti dovranno avere gli incentivi o i sussidi in scadenza prima dell’andata in pensione e quindi la speranza di essere salvaguardati si traduce in una corsa contro il tempo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il