BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Letta ultime notizie:uscita anticipata.E' scontro su circolare Inps che lo permette

Donne in pensione prima, nuovo piano del ministro Giovannini di uscita flessibile dal lavoro: è scontro tra governo e sindacati. Le proposte non convincono. La situazione



La possibilità di uscita anticipata dal lavoro, per le donne, sta creando problemi: la notizia di qualche giorno fa prevedeva , con una nuova circolare dell’Inps, la possibilità per le lavoratrici del settore privato, pubblico e autonome di avere un anno in più, fino alla fine del 2015, per andare in pensione con meno di 60 anni di età utilizzando un canale di uscita speciale, valido solo per loro.

A chiedere di allungare i tempi dell’operazione cosiddetta ‘opzione contributiva’, introdotta qualche anno fa in via sperimentale, le commissioni Lavoro di Camera e Senato. Ma è scontro sulla proposta: il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, ha detto “Sono proprio le regole della riforma Fornero che vanno cambiate”, commentando il nuovo piano di uscita flessibile dal lavoro presentato dal ministro Enrico Giovannini, che ha proposto l’uscita anticipata rispetto all'età di pensionamento con il contributo di Stato, aziende e lavoratori, sottolineando la nacessità di introdurre nell'impianto del sistema un meccanismo di vera flessibilità.

Per Lamonica, “le ipotesi che si annunciano allo studio circolano da mesi ma su di esse non si è mai aperto alcun confronto. Di annuncio in annuncio continuiamo a vedere l'impatto disastroso che la riforma ha sul mercato del lavoro e sulla condizione delle persone, specie quelle che svolgono lavori faticosi e pesanti o che sono coinvolte in situazioni di crisi occupazionale.

Per molti esodati il problema non è risolto, e sono moltissimi coloro che esodati lo stanno diventando. La soluzione è quella di introdurre nell'impianto del sistema un meccanismo di vera flessibilità che non sia penalizzante per i lavoratori e produca regole sostenibili ed efficaci”. E aggiunge: “E’ davvero singolare che persino un meccanismo come l’opzione contributiva per le donne, fortemente penalizzante perché alle pensionate comporta una decurtazione della pensione di almeno un quarto del valore, venga sabotata e di fatto cancellata”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il