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Pensioni donne e uomini: uscita anticipata. E scontro per circolare Inps. Potrebbe non passare

Rivedere le norme Fornero per cambiare davvero il mondo delle pensioni: la proprosta per l’uscita anticipata delle donne e le posizioni. La richieste di Lamonica



La richiesta è quella di rivedere completamente la legge Fornero, di introdurre un sistema di flessibilità certo e sicuro, di pensare a misure a sostegno di particolari categorie di lavoratori: nonostante gli interventi previsti, infatti, dalla nuova Legge di Stabilità, il capitolo pensioni sembra ancora da sistemare. Le ultime novità riguardano la possibilità di uscita anticipata dal lavoro, per le donne, situazione che, però, sta creando problemi e malcontenti.

Una nuova circolare dell’Inps, di qualche giorno fa, ha previsto la possibilità per le lavoratrici del settore privato, pubblico e autonome di avere un anno in più, fino alla fine del 2015, per andare in pensione con meno di 60 anni di età utilizzando un canale di uscita speciale, valido solo per loro.

A chiedere di allungare i tempi dell’operazione cosiddetta ‘opzione contributiva’ sono state le commissioni Lavoro di Camera e Senato. Non tutti sono d’accordo sulla concessione di questa possibilità e il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, ritiene “davvero singolare che persino un meccanismo come l’opzione contributiva per le donne, fortemente penalizzante perché alle pensionate comporta una decurtazione della pensione di almeno un quarto del valore, venga sabotata e di fatto cancellata”.

Secondo Lamonica, “la circolare Inps, che applica anche a questo istituto la finestra mobile e l'attesa di vita, dalla Cgil fortemente contestata all'epoca della sua emanazione, va corretta per consentire che la norma possa applicarsi fino alla sua scadenza, ovvero il 31 dicembre del 2015.

Mentre il ministero del Lavoro studia nuove soluzioni purtroppo per tamponare, e non risolvere, i catastrofici effetti della riforma, sarebbe opportuno che intanto desse un indirizzo chiaro all'Inps per la correzione della circolare, come del resto chiesto anche dalla commissione lavoro della Camera”.

Secondo il segretario confederale della Cgil, “le donne che possono accedere a questo anticipo in realtà sono poche, perchè i processi di impoverimento che stanno colpendo le famiglie sono tali da non rendere possibili riduzioni così alte della pensione. Ma per coloro che vogliono farlo perché impedirlo? Perchè rendere ancora più rigido e insopportabile un sistema già insostenibile di suo?”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il