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Pensioni usuranti e precoci: uscita anticipata Inps non più sicura.Politica e sindacati intervengono

Donne, lavoratori precoci ed usuranti in pensione prima con nuova circolare Inps: la flessibilità del ministro Giovannini. La posizione della Cigl. Situazione e pareri



Nonostante la nuova Legge di Stabilità abbia apportato interventi in merito alle pensioni, a detto di molti, servono cambiamenti più profondi delle attuali norme Fornero. E proprio in questi giorni, tra caos e difficoltà, il governo è al lavoro per studiare un nuovo sistema di uscita flessibile dal lavoro.

Qualche giorno si era parlato innanzitutto della possibilità per le donne di uscire prima dal lavoro, grazie ad una nuova circolare Inps, ma l’attenzione dovrebbe essere puntata anche lavoratori precoci ed usuranti, dopo che la nuova Legge di Stabilità non ha provveduto ad alcun intervento in loro favore.

L'ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, si è dichiarato favorevole all’introduzione del cosiddetto prestito pensionistico proposto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che permetterebbe di andare in pensione anticipata a chi ha compiuto 62 anni di età e ha maturato 35 anni di contributi, ricevendo per i primi due-tre anni una pensione anticipata che dovrà poi essere restituita con una decurtazione dall’assegno pensionistico che si riceverà una volta maturati i requisiti richiesti.

La restituzione delle somme percepite dalla data di accesso al prestito pensionistico alla data di accesso effettivo alla pensione cioè al compimento del sessantaseiesimo anno di età avverrà con la decurtazione dal vitalizio mensile dal 10 al 15%. I lavoratori che aderiranno al prestito pensionistico potranno, dunque, accedere alla pensione anticipata ma con un vitalizio mensile pari all’85% di quello effettivamente spettante.

Per i lavoratori precoci e usuranti che si sono visti alzare l’età pensionabile con l’approvazione della riforma Fornero, il prestito pensionistico potrebbe essere la possibilità di riuscire, finalmente, a raggiungere la pensione. L'ipotesi allo studio dell'esecutivo non va a modificare l'impianto pensionistico esistente, riformulato dalla riforma Fornero nel 2011, ma vuole introdurre uno strumento aggiuntivo per permettere ai lavoratori di ritirarsi anticipatamente dall'attività.

Il ministro Giovannini ha spiegato, inoltre, “Con il Tesoro stiamo lavorando per arrivare a una proposta robusta sul piano finanziario e giuridico da presentare alle parti sociali. L'idea è quella di uno strumento flessibile, che preveda una contribuzione da parte dei tre soggetti coinvolti: vale a dire lavoratori, imprese e stato”.

Interviene in merito alle ultime notizie in circolazioni la Cgil, secondo cui: “L'opzione contributiva per le donne è sabotata e di fatto cancellata. Il ministero del Lavoro dia all'Inps un indirizzo chiaro per la correzione della circolare”. Il contributivo per le donne già comporta la decurtazione di almeno un quarto.

E il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, ha detto: “E' davvero singolare che persino un meccanismo come l'opzione contributiva per le donne, fortemente penalizzante perché alle pensionate comporta una decurtazione della pensione di almeno un quarto del valore, venga sabotata e di fatto cancellata. La circolare Inps, che applica anche a questo istituto la finestra mobile e l'attesa di vita, dalla Cgil fortemente contestata all'epoca della sua emanazione, va corretta per consentire che la norma possa applicarsi fino alla sua scadenza, ovvero il 31 dicembre del 2015”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il