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Pensioni vecchiaia e anzianità: uscita anticipata circolare Inps. Contributi, età, requisiti

In pensione prima con nuova circolare Inps: tutto a rischio. Il ministro Giovannini: “Con il Tesoro stiamo lavorando per arrivare a una proposta robusta. L'idea è quella di uno strumento flessibile”.



Un’uscita dal lavoro anticipata grazie ad una nuova circolare Inps che permetterebbe fino al 2015 di lasciare con i vecchi requisiti purchè si sia scelto un sistema totalmente contributivo, e che quindi pagherà meno negli assegni finali: dopo che la nuova Legge di Stabilità non ha previsto le modifiche sperato e più volte richieste da associazioni, sindacati e alcune forze politiche, tornano a farsi sentire proposte che permetterebbero ai lavoratori di lasciare prima il lavoro, a partire dal prestito pensionistico del ministro del Lavoro, Enrico Giovanni.

Si tratta di un sistema che permetterebbe di andare in pensione anticipata a chi ha compiuto 62 anni di età e ha maturato 35 anni di contributi, ricevendo per i primi due-tre anni una pensione anticipata che dovrà poi essere restituita con una decurtazione dall’assegno pensionistico che si riceverà una volta maturati i requisiti richiesti.

La restituzione delle somme percepite dalla data di accesso al prestito pensionistico alla data di accesso effettivo alla pensione cioè al compimento del sessantaseiesimo anno di età avverrà con la decurtazione dal vitalizio mensile dal 10 al 15%. I lavoratori che aderiranno al prestito pensionistico potranno, dunque, accedere alla pensione anticipata ma con un vitalizio mensile pari all’85% di quello effettivamente spettante.

E l'ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, si è dichiarato favorevole all’introduzione di questo prestito pensionistico. Insieme al prestito pensionistico si parla di altre possibilità per andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia dei 66 anni fissata dalla legge Fornero. Il ministro Giovannini ha, infatti, annunciato che “Con il Tesoro stiamo lavorando per arrivare a una proposta robusta sul piano finanziario e giuridico da presentare alle parti sociali.

L'idea è quella di uno strumento flessibile, che preveda una contribuzione da parte dei tre soggetti coinvolti: vale a dire lavoratori, imprese e stato”. Secondo il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, “La circolare Inps, che applica la finestra mobile e l'attesa di vita, dalla Cgil fortemente contestata all'epoca della sua emanazione, va corretta per consentire che la norma possa applicarsi fino alla sua scadenza, ovvero il 31 dicembre del 2015”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il