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Esodati: proposta Ministro Giovannini. Novità su funzionamento. No prestito Inps

Per esodati nessun prestito Inps ma nuovi interventi: coe risolvere il problema creato dalla legge Fornero e possibili piani



Il prestito pensionistico annunciato giorni fa dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, potrebbe salvare migliaia di esodati, questa, per lo meno, la speranza dei partiti che sorreggono l’esecutivo. Questo sistema dovrebbe prevedere una concessione per ritirarsi dal lavoro in anticipo rispetto ai requisiti minimi imposti dalla legge Fornero, tramite una forma di prestito analogo all’assegno che poi, dal momento vero e proprio di accesso al sistema previdenziale, finirebbe per essere restituito sotto forma di piccole trattenute.

Questo provvedimento potrebbe evitare l’aumento dell’esercito degli esodati, già centinaia di migliaia dopo la riforma Fornero. E, nonostante i tre decreti dell’ex governo Monti a tutela di 130mila persone, sono ancora tantissimi quelli che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione. Ma secondo quanto specificato, non sarà un prestito pensionistico erogato dall’Inps quanto un aumento dei contributi previdenziali, che prevede, cioè, più tasse per coprire i buchi dell'Inps.

Lo ministro del Lavoro ha annunciato che il governo “sta lavorando a uno strumento flessibile in funzione delle esigenze soggettive dei lavoratori per agevolare l'uscita anticipata rispetto all'età di pensionamento, aumentata dalla riforma Fornero. E, soprattutto, per evitare nuovi casi di esodati”.

Giovannini ha spiegato che si sta studiando un piano assieme al ministero dell'Economia: “Il progetto dovrà avere robustezza finanziaria e l'idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti coinvolti, cioè il lavoratore, l'impresa, ma anche lo Stato.

In questo modo, si offrirebbe uno strumento aggiuntivo cui si accederebbe su base volontaria, come già avviene nei casi previsti per le aziende di maggiori dimensioni. Perché comunque restano fermi i requisiti dell'attuale normativa”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il