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Pensioni ultime notizie Governo Letta: piano Ministro Giovannini uscita anticipata

“Un progetto che dovrà avere robustezza finanziaria e una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti coinvolti, cioè il lavoratore, l'impresa, lo Stato”: la nuova proposta dei ministeri di Lavoro insieme ed Economia



Non un prestito pensionistico vero e proprio quanto un’uscita anticipata dal lavoro con un aumento dei contributi previdenziali, cioè più tasse anche per coprire i buchi dell'Inps. Se qualche giorno fa, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha riaperto alla possibilità per tantissimi lavoratori di conseguire la pensione anticipata, attraverso il prestito d'onore, ha anche annunciato che il governo “sta lavorando a uno strumento flessibile in funzione delle esigenze soggettive dei lavoratori» per agevolare l'uscita anticipata rispetto all'età di pensionamento, aumentata dalla riforma Fornero.

E, soprattutto, per evitare nuovi casi di esodati”. La proposta non cambierebbe le norme sui requisiti pensionistici, ma darebbe la possibilità di usufruire di uno strumento ulteriore e soprattutto aggiuntivo, al quale si potrebbe avere accesso su base volontaria. L'idea favorirebbe l'accesso alla tutela previdenziale accorciando i tempi senza, tuttavia, modificare i requisiti dell'attuale legge.

Quindi, mediante questo strumento aggiuntivo si assicurerebbe ai lavoratori di anticipare la pensione coinvolgendo, magari, anche le imprese di piccole dimensioni”. Giovannini ha spiegato che si sta studiando un piano insieme al ministero dell'Economia, un “progetto che dovrà avere robustezza finanziaria e l'idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti coinvolti, cioè il lavoratore, l'impresa, ma anche lo Stato.

In questo modo, si offrirebbe uno strumento aggiuntivo cui si accederebbe su base volontaria, come già avviene nei casi previsti per le aziende di maggiori dimensioni. Perché, ed è bene ricordarlo, restano fermi i requisiti dell'attuale normativa, che nel 2014 ha come parametri: 62 anni di età e 42 e mezzo di contributi (41 e mezzo per le donne) per le pensioni di anzianità, mentre quelle di vecchiaia si conseguono a 66 anni e 3 mesi (63 e 9 mesi per le donne)”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il