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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: proposta Giovanni uscita prima non è prestito INPS

In pensione prima non con prestito Inps ma con uno strumento flessibile che preveda un contributo da parte di aziende, Stato e lavoratori stessi. Come funzionerebbe il meccanismo. L’annuncio del ministro Giovannini



Come poter lasciare il lavoro prima senza aspettare di raggiungere i 66 anni attualmente previsti dalla legge Fornero? Si era parlato dell'ipotesi di un prestito pensionistico che avrebbe permesso al lavoratore di lasciare prima il lavoro, subendo però una decurtazione sull'assegno finale che avrebbe ricevuto una volta maturati gli effettivi requisiti per la pensione.

Ora, invece, il Governo sta lavorando al piano per la possibile uscita anticipata rispetto all’età di pensionamento con il contributo di Stato, aziende e lavoratori. Ad annunciare la novità, ancora una volta, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che ha spiegato che il progetto deve avere “robustezza finanziaria. Sarà uno strumento flessibile in funzione delle esigenze soggettive dei lavoratori. Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici. Il procedimento è complesso.

Può prevedere anche il contributo da parte delle aziende. L’idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti (lavoratore, impresa ma anche Stato, ndr) ma ci deve essere robustezza finanziaria”. Il ministro ha, quindi, sottolineato che il piano è ancora allo studio, in collaborazione con il ministero dell’Economia: “Stiamo valutando come ottenere uno strumento flessibile in funzione delle condizioni soggettive del lavoratore”.

La proposta di accesso alla pensione anticipata varrebbe anche per i lavoratori delle piccole e medie imprese, con un contributo da parte di queste, secondo quanto riportato dal ministro Giovannini.  In particolare il prestito pensionistico a  cui sta lavorando il governo per favorire, su base volontaria, la transizione dal lavoro alla pensione di determinate categorie di dipendenti e imprese non prevede alcuna modifica delle regole Fornero ma permette di allargare anche agli addetti di aziende minori la possibilità di accesso alla pensione con un sostegno economico transitorio che poi, però, verrebbe restituito con gradualità dopo il pensionamento.

Considerando, però, che il nodo principale rimane sempre quello della copertura finanziaria, in merito all’ampliamento ai lavoratori delle piccole  medie imprese, il ministro parla di un contributo di Stato, lavoratori e imprese: “L’idea è che contribuiscano tutti e tre i soggetti, i lavoratori, le imprese e lo Stato stiamo lavorando con il MEF  per una proposta robusta dal punto di vista finanziario e giuridico”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il