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Pensioni donne e uomini Governo Letta: uscita anticipata senza prestito Inps del Ministro Giovannini

Donne in pensione prima con nuova circolare Inps: cosa prevede e anni di uscita anticipata. Ma governo temporeggia. Le richieste della Cgil



Pensare ad un nuovo sistema di flessibilità che permette un’uscita anticipata dal lavoro. Fino a qualche giorno fa, seguendo la proposta del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, la possibilità di andare in pensione prima era rappresentata dal cosiddetto prestito pensionistico che, secondo appunto l’idea di un prestito, avrebbe dovuto permettere al lavoratore di lasciare il lavoro qualche anno prima, ricevendo una sorta di pensione-prestito, da restituire poi una volta maturati i requisiti pensionistici richiesti.

Allora, infatti, il lavoratore avrebbe iniziato a ricevere un assegno con una decurtazione in base a quanto precedentemente erogato. Ma poi, soprattutto per le donne,una nuova circolare dell’Inps ha previsto la possibilità per le lavoratrici del settore privato, pubblico e autonome di avere un anno in più, fino alla fine del 2015, per andare in pensione con meno di 60 anni di età utilizzando un canale di uscita speciale, valido solo per loro.

A chiedere di allungare i tempi dell’operazione cosiddetta ‘opzione contributiva’ sono state le commissioni Lavoro di Camera e Senato. Ma il governo non ha visto di buon occhio questa possibilità. E il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, ritiene “davvero singolare che persino un meccanismo come l’opzione contributiva per le donne, fortemente penalizzante perché alle pensionate comporta una decurtazione della pensione di almeno un quarto del valore, venga sabotata e di fatto cancellata”.

Secondo Lamonica, “la circolare Inps, che applica anche a questo istituto la finestra mobile e l'attesa di vita, dalla Cgil fortemente contestata all'epoca della sua emanazione, va corretta per consentire che la norma possa applicarsi fino alla sua scadenza, ovvero il 31 dicembre del 2015.

Mentre il ministero del Lavoro studia nuove soluzioni purtroppo per tamponare, e non risolvere, i catastrofici effetti della riforma, sarebbe opportuno che intanto desse un indirizzo chiaro all'Inps per la correzione della circolare, come del resto chiesto anche dalla commissione lavoro della Camera”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il