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Mutui 2014: tasso variabile o fisso. Quale è meglio scegliere. Consigli

Andamento mercato immobiliare: calano i prezzi delle case ma mutui sempre difficili da ottenere: quale conviene scegliere fra fisso e variabile? I consigli



Nonostante i prezzi delle case stiano calando, resta comunque difficile poter acquistarle, colpa, essenzialmente, dei mutui concessi a stento da parte delle banche. Per ovviare a questa situazione di difficoltà UniCredit, per esempio, ha lanciato un mutuo con spread del 2,5% da affiancare all'Euribor a 3 mesi per chi sceglie il tasso variabile e l'indice Irs di riferimento per chi opta per il tasso fisso.

Questa offerta però riguarda solo richieste di mutuo per importi inferiori al 60% del valore dell'immobile, mentre per chi supera tale soglia e si spinge tra il 60 e l'80% lo spread sale al 2,75%. L’esempio di Unicredit, secondo quanto spiegato da Stefano Rossini, presidente di Mutuisupermarket.it, “In questo momento le banche stanno potenziando i plafond per l'erogazione di mutui ma applicano il cosiddetto risk based pricing. In pratica le offerte sono segmentate in base al loan to value.

Più basso è il valore del finanziamento in rapporto a quello dell'immobile, più basso è lo spread. Se un cliente ha disponibilità liquide vicine a metà del valore dell'immobile viene considerato un cliente ad alto rating che, inoltre, potrebbe essere interessato a proposte di strumenti di investimento dove canalizzare la sua più elevata capacità di risparmio”.

Anche Tecnocasa rileva un lieve miglioramento. Ma per chi deve stipulare un mutuo la domanda è sempre la stessa: meglio scegliere il fisso o variabile? Secondo un’analisi di CorrierEconomia, oggi l’80% dei nuovi contratti riguarda finanziamenti a tasso variabile, una scelta a prima vista obbligata perché i migliori mutui a tasso fisso partono con un tasso del 5,5% in più a fronte del 3% del variabile.

E se la preferenza continua ad essere orientata verso i variabili che risultano sempre più convenienti, ma che nel tempo potrebbero subire rialzi in base all’andamento dell’Euribor, visto che è da mettere in conto sul medio periodo un aumento di due o tre punti, c’è anche da considerare che chi volesse dormire sonni tranquilli può comunque scegliere il tasso fisso.

Nonostante, infatti, implichi il pagamento di una rata più alta rispetto al variabile, anche se sul mercato dovessero verificarsi oscillazioni considerevoli, il suo valore comunque non cambierebbe per il mutuatario.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il