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Borse e obbligazioni Europa, Usa Giappone Gennaio 2014: problemi Argentina e default. Conseguenze

Trema l’Argentina e non va meglio per gli altri Paesi emergenti: dopo anni di grandi conquiste e risultati sui mercati, tornano a cadere. Effetti e conseguenze sulle economie globali



“Il governo argentino non permetterà che il livello del cambio sul dollaro passi dagli 8 pesos fissati nei giorni scorsi sotto la pressione dei mercati ai 13 espressi dalle quotazioni non ufficiali. Il livello è ora adeguato, vogliono portarci a 13, cosa che avrebbe un effetto devastante sulla produzione, l'occupazione e i salari del paese”: queste le parole del ministro dell'economia Alex Kiciloff sulla decisione della brusca svalutazione del peso, la valuta nazionale, che ha riportato sui mercati i timori di una crisi finanziaria nella seconda economia per importanza in America Latina.

La valuta argentina ha superato, dunque, la soglia simbolica di 8 peso per un dollaro dopo aver sfondato il giorno prima quella dei 7 peso, uno choc per gli argentini che negli anni '90 vivevano nella parità tra peso e dollaro. Ma il governo argentino ha annunciato l'allentamento delle restrizioni in vigore da oltre due anni sugli acquisti di valuta estera, e cioè di dollari, da parte di cittadini privati, sottolineando come il prezzo del dollaro abbia raggiunto un livello di convergenza accettabile con gli obiettivi di politica economica del Paese.

“Intanto, il Fondo monetario internazionale sarebbe ‘felice’ di aiutare l'Argentina, che si trova ad affrontare una forte svalutazione della sua moneta. In ogni caso, non ci sono relazioni ufficiali tra Fmi e le autorità di Buenos Aires” ha detto Zhu Min, direttore aggiunto del Fondo. Non va meglio per i Paesi Emergenti: nel momento in cui la Federal Reserve ha iniziato a ritirare gli stimoli monetari, per i Brics si è chiusa un'era e precipitano i tassi di crescita che per anni hanno caratterizzato questi Paesi.

Per 35 anni la Cina ha messo a segno un tasso medio di espansione del 9,7%, “un miracolo senza precedenti nella storia dell'uomo” secondo l'ex capo economista della Banca mondiale Lin Yifu. Ora Pechino cresce del 7,5%, mentre l'India viaggia intorno al 5%, Sudafrica, Brasile e Russia tra il 2 e il 3%.

E la discesa di India, Cina, Russia, Brasile, Argentina, Sudafrica, Indonesia, e Turchia sta facendo tremare i mercati, Bisognerà attendere i prossimi mesi e i movimenti della Fed per capire come si riassetteranno le economie globali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il