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Borse e mercati azionari Usa, Italia, Europa in crisi per mercati emergenti Gennaio 2014. Previsioni

Paesi emergenti in crollo dopo lungo periodo di vivacità economica sui mercati: i problemi e le conseguenze sui mercati globali. Difficle ora prevedere cosa cambierà davvero



Dopo un periodo di grande vivacità, i mercati emergenti hanno iniziato a vedere un forte deflusso di capitali e dallo splendore che caratterizzava fino a qualche mese fa la vita economica e finanziaria di questi Pasi, si è passati ad una fase di crisi totale. L’inversione di tendenza si è iniziata ad avvertire quando, per la prima volta, l’ex presidente della Fed Ben Bernanke aveva annunciato la possibile fine della politica monetaria espansiva della Banca centrale americana.

La Fed, infatti, per far fronte alla crisi finanziaria del 2008, aveva stampato moneta continuamente tramite acquisti di titoli di stato e altre obbligazioni, ma, considerando il miglioramento della congiuntura economica, qualche mese fa l’ex presidente Bernanke ha annunciato la riduzione graduale iniezioni di liquidità.

A risentirne Paesi e asset che in questi anni avevano particolarmente tratto beneficio dalla politica ultraespansiva della Federal Reserve, azioni e bond dei mercati emergenti in particolare. I mercati finiti sotto pressione sono Indonesia, dove il governo ha una stretta monetaria tramite l'aumento dei tassi di riferimento a partire da giugno; Turchia; Brasile; India; Cina; Sudafrica. Per 35 anni la Cina ha messo a segno un tasso medio di espansione del 9,7%, “un miracolo senza precedenti nella storia dell'uomo” secondo l'ex capo economista della Banca mondiale Lin Yifu.

Ora Pechino cresce del 7,5% ed è il migliore dei Brics, mentre l'India viaggia intorno al 5%, Sudafrica, Brasile e Russia tra il 2 e il 3%. Secondo l’economista, si tratta di “una frenata strutturale, non ciclica, provocata da un mix di fattori: tra quelli esogeni spicca la fine del boom dei prezzi delle materie prime, di cui molti Paesi emergenti sono grandi esportatori; tra quelli endogeni in cima alla lista c'è la cronica carenza di investimenti (con l'eccezione cinese) che non sono in grado di tener testa all'aumento della domanda di consumi da parte della classe media e sono frenati da infrastrutture inadeguate, burocrazia e carenza di manodopera qualificata”.

La crisi degli Emergenti e la crisi valutaria argentina rischiano di portare sempre più instabilità nell’andamento dei mercati globali che con il loro supporto avevano trovato, forse, un punto di equilibrio. Ma, poiché in questi anni gli equilibri sono decisamente precari, ecco che un nuovo movimento finanziario sta per rivoluzionare di nuovo i mercati. E fare previsioni precise e attente ora sembra quasi impossibile, considerando le politiche monetarie tanto diverse delle banche centrali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il