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Pensioni Governo Letta ultime notizie:statali, uscita anticipata.Ecco come.Trattamenti non paritari

Non solo uscita flessibile con contributo o prestito pensionistico: proposta una nuova legge finestra per permettere ai lavoratori del settore pubblico di lasciare prima il lavoro. Cosa prevede



Non solo uscita flessibile con contributo da parte di tutti, come annunciato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, o prestito pensionistico: una recente legge-finestra per le pensioni del settore pubblico prevede la possibilità di lasciare il lavoro e andare in pensione con i requisiti pre-Fornero per coloro che abbiano usufruito, nell’anno 2011, di congedo familiare o della legge 104 per l’assistenza di un parente.

Ecco, dunque, un’altra volta trattamenti non partitari con privati ma comunque anche per statali grande confusione. Si tratta di una novità che ha creato confusione tra i patronati dei sindacati che sono già al lavoro per preparare le domande, che dovranno essere presentate entro il prossimo 26 febbraio, nonostante le perplessità che questa decisione crea, a partire dal confine temporale, perchè non è chiaro perchè l’opzione valga solo per colore che hanno usufruito della 104 nel 2011 e non in altri anni.

Comunque sia, il numero di coloro che potranno richiedere tale uscita anticipata secondo questi criteri non potrà superare le 2.500 domande ma in realtà le persone coinvolte sarebbero molte di più, tra dipendenti degli enti pubblici e della scuola. Eppure per le persone sembra aprirsi una nuova possibilità per tanti che avevano ormai perso le speranze di cambiamenti per agevolare la loro uscita dal lavoro.

Sarà, ora, compito dell’Inps stilare una graduatoria di coloro che potranno accedere al trattamento, seppur parametri per stilarla non siano poi così chiari. Probabilmente, dovrebbe essere valutata la maggiore o minore vicinanza ai requisiti pensionistici e la data di presentazione della domanda e, considerando che i requisiti validi sono quelli pre-Fornero, per gli uomini varranno i 65 anni di età e i 20 di contributi o i 40 di contributi, mentre per le donne i 61 di età e i 20 di contributi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il