Mutui 2014: tassi di interesse variabile e fisso non calano come spread btp-bund. I motivi

Cala lo spread fra Btp e Bund ma non scendono i tassi di interesse dei mutui: l’andamento del mercato immobiliare e previsioni se Euribor resta stabile o torna a salire



Il marcato immobiliare vive ancora un momento di stallo nonostante cali lo spread fra btp italiani e bund tedeschi e la ripresa del settore sembra ancora molto lontana. Attualmente i mutui a tasso variabile sono molto convenienti, per i livelli molto bassi degli indici Euribor, poco sopra i minimi storici, ciò che porta i mutui verso l’alto sono, però, gli spread applicati dalle banche italiane, ritenuti fra i più alti d'Europa.

E la convenienza dei variabili dovrebbe continuare, secondo le previsioni, anche per questo 2014: se, infatti, l’indice Euribor è stato stabile nel 2013, passando dallo 0,19% di gennaio allo 0,29% di dicembre, avendo toccato un massimo dello 0,30% (Euribor 3 mesi), livelli buoni per chi ha un mutuo a tasso variabile.

E le previsioni sui tassi di interesse dei mutui per il 2014 indicano che l'Euribor dovrebbe rimanere stabile anche quest'anno, risalendo solo sul finire dell'anno e andando a toccare lo 0,35% per la versione a 3 mesi. Attualmente l'Euribor a 1 mese è allo 0,22%, l'Euribor a 6 mesi allo 0,40%, ed entrambi sono previsti stabili come quello a 3 mesi, il più usato per i mutui variabili. La crescita è prevista dal 2015 in poi. E ci si chiede allora quanto potranno salire le rate dei mutui a tasso variabile e se continuerà ad essere conveniente preferirli ai tassi fissi.

Nonostante, infatti, chi sceglie un mutuo a tasso fisso deve pagare una rata leggermente, questo tipo di mutuo a zero sorprese, è indicato per chi vuole dormire sonni tranquilli e avere la certezza dell'importo della rata da versare per tutta la durata del finanziamento.

Il suo tasso d'interesse alla stipula è più alto rispetto alle altre tipologie in quanto legato all'Eurirs, tasso di finanziamento tra banche a medio-lungo termine. Tra le varie opzioni da considerare c'è anche il mutuo a tasso variabile-Tasso Bce: simile al tipo di mutuo precedente si differenzia in quanto legato al tasso Bce, cioè al tasso di riferimento con il quale la Banca Centrale Europea concede prestiti alle banche operanti nell'Unione.

Essendo più basso e stabile dell'Euribor, è solitamente abbinato ad uno spread (margine di guadagno ad appannaggio della banca) più alto. E fino a quando gli spread applicati dalle banche, in crisi di liquidità, continueranno ad essere alti, difficilmente i costi dei mutui concessi saranno scenderanno.  

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di Marcello Tansini pubblicato il