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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: chi, come, quando può uscire prima. Non solo quota 96

Non solo Quota 96: donne, precoci e usuranti in pensione prima con vecchi requisiti previgenti l’entrata in vigore delle nuove Fornero? La situazione e nuove possibilità per chi è in difficoltà



Se i Quota 96, o almeno una parte di loro,con gli ultimi provvedimenti, potranno andare in pensione con i requisiti che vigevano prima dell’entrata in vigore delle nuove norme Fornero,per  lavoratori precoci e usuranti si parla ancora della possibilità di uscire prima con il cosiddetto prestito pensionistico sui cui lavora il ministro Enrico Giovannini.

Le novità su questo tema riguardano le ultime dichiarazioni di Giovannini che ha chiarito che si sta continuando a lavorare sugli aspetti tecnici della proposta che permetterebbe ai lavoratori del settore privato di ritirarsi con 2-3 anni di anticipo ricevendo assegni che andrebbero poi ripagati tramite riduzioni degli assegni pensionistici successivi.

Ma si parla anche di estendere la possibilità di uscita anticipata prevista per le donne anche a lavoratori precoci e usuranti: la possibilità, infatti, per le donne lavoratrici che hanno anticipato il pensionamento scegliendo di farsi calcolare la pensione col metodo contributivo potrebbe essere aperta anche ad altre categorie di lavoratori soprattutto per risolvere quei problemi creati dalla legge Fornero che non considerando le specificità di alcuni comparti hanno creato l’esercito degli esodati e precoci ed usuranti a rimanere di più a lavoro, innalzando di colpo l’età pensionabile per tutti a 66 anni.

Le donne lavoratrici che hanno anticipato il pensionamento scegliendo di farsi calcolare la pensione col metodo contributivo sono state oltre 17mila negli ultimi 5 anni e la maggior parte (circa 16mila) l’ha fatto negli ultimi due anni, da quando con la legge Fornero, l’opzione è diventata più conveniente, visto che a fronte di una decurtazione media del 15-20% dell’assegno si può smettere di lavorare con 6 o 7 anni di anticipo rispetto alla ai 57-58 anni previsti.

La legge che offriva alle donne la possibilità di scegliere questa soluzione stabiliva che la sperimentazione proseguisse fino a fine 2015 ma una circolare dell’Inps ha stabilito che nel termine del 31 dicembre 2015 debbano essere comprese anche le cosiddette finestre mobili e cioè un anno per le dipendenti, un anno e mezzo per le autonome.

E così, tra poche settimane, saranno sempre meno le donne che avranno i requisiti per scegliere di andare in pensione anticipata con la cosiddetta opzione contributiva. La proposta di estendere il diritto di questa pensione anticipata potrebbe essere una soluzione per consentire a lavoratori precoci e usuranti di lasciare prima il lavoro.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il