BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni uomini e donne Governo Letta: tutto potrebbe cambiare. Modifiche importanti dalla Germania

Novità pensioni anticipate in arrivo dalla Germania, ma anche in Italia possibilità per uomini e donne di lasciare prima a determinate condizioni. Quali sono e cosa potrebbe cambiare



Arrivano novità pensioni dalla Germania: il governo di Angela Merkel ha varato una riforma previdenziale che permette un’uscita anticipata sull’età pensionabile. La novità riconosce contributi figurativi alle madri in età da pensione, incremento dei trattamenti a favore delle donne che hanno interrotto l'attività lavorativa per accudire i figli, come aveva promesso la stessa Angela Merkel. I lavoratori, in generale, potranno andare in pensione senza alcuna riduzione dell'assegno a 63 anni invece che a 67 ma solo coloro che hanno maturato almeno 45 anni di contributi e viene stabilita a 850 euro la pensione minima.

Un netto passo indietro rispetto all'innalzamento dell'età pensionistica varata anche dalla Germania per far quadrare i conti di fronte all'invecchiamento della popolazione e alla riduzione della forza lavoro attiva. Il ministro socialdemocratico del lavoro Andrea Nahles ha  dichiarato che lo scopo dell’intervento “è di rendere più giusto il sistema”.

Tutto, forse, potrebbe cambiare anche nel nostro Paese, per influsso tedesco, e l’età pensionabile di uomini e donne potrebbe anch’essa calare, andando in pensione prima rispetto all’attuale soglia fissata dalla legge Fornero, e si tratterebbe di una novità che potrebbe interessare non solo le donne, com’era stato annunciato negli ultimi giorni, ma tutti.

Si allarga, dunque, la platea di coloro che potranno uscire prima dal mondo del lavoro, ma solo a determinate condizioni. Il provvedimento, infatti, prevede che possano andare in pensione un numero non troppo elevato di lavoratori, con i requisiti antecedenti l’avvento della legge Fornero, che ha allungato l’età pensionabile per tutti, anche per coloro che erano in procinto di raggiungere i requisiti.

Potranno beneficiare di questa possibilità i lavoratori, anche privati, che nel 2011 sono in stato di congedo straordinario, cioè assistevano un familiare disabile o in stato di salute precaria, o hanno usufruito del permesso di 3 giorni al mese in base alla legge 104. Secondo tale disposizione, dunque, professori e personale amministrativo scolastico, per esempio, potranno accedere alla pensione a partire dal prossimo primo settembre 2014, solo se, con decorrenza 27 dicembre, rientrano nelle fasce anagrafiche o di contribuzione stabilite. Queste prevedono 40 anni di contributi o 65 di età nel caso degli uomini, o 61 in caso delle donne, purché con almeno 20 anni di contributi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il