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Borse e obbligazioni Mercati Emergenti 2014:dopo discesa valute conviene investire. Consigli gestori

Crollano i Paesi Emergenti, i migliori fino a qualche tempo fa. La tendenza sembra essersi investita e ci si chiede se possano continuare ad essere buone mete di investimento. Situazione e parere gestori



Turchia, Brasile, India, Cina, Sudafrica, Argentina: calano le prospettive di crescita degli Emergenti in questo nuovo anno, Paesi che dopo un periodo di grande vivacità hanno iniziato a vedere un forte deflusso di capitali, passando ad una fase di crisi totale. I problemi sono iniziati quando, nei mesi scorsi, la Fed aveva annunciato la possibile fine della politica monetaria espansiva, in considerazione del miglioramento della congiuntura economica e a risentirne sono stati innanzitutto gli Emergenti, dall’Indonesia, dove il governo ha una stretta monetaria tramite l'aumento dei tassi di riferimento a partire da giugno; al Brasile, all’India, alla Turchia, al Sudafrica, alla Cina.

Secondo l’economista, si tratta di “una frenata strutturale, non ciclica, provocata da un mix di fattori: tra quelli esogeni spicca la fine del boom dei prezzi delle materie prime, di cui molti Paesi emergenti sono grandi esportatori; tra quelli endogeni in cima alla lista c'è la cronica carenza di investimenti (con l'eccezione cinese) che non sono in grado di tener testa all'aumento della domanda di consumi da parte della classe media e sono frenati da infrastrutture inadeguate, burocrazia e carenza di manodopera qualificata”.

Secondo Georges Farre, Head of Emerging Markets La Française Am, “L'India, il Brasile e Indonesia, hanno innalzato i tassi e tale aumento dovrebbe continuare. La Turchia e il Sud Africa hanno seguito lo stesso esempio all'inizio della settimana. Il premio al rischio è generalmente interessante nei mercati dei paesi emergenti, nei quali le banche centrali adottano una politica proattiva e in cui le esigenze di finanziamento rimangono sostenibili”.

E per i gestori “È lecito attendersi altri rialzi dei tassi d'interesse soprattutto nei paesi in cui le banche centrali non hanno ancora fatto interventi recentemente (Indonesia, Russia) o hanno promosso misure insufficienti (Sud Africa, solo 50 pb dal 5 al 5,50%). Da evitare, decisamente, la Turchia, dove i tassi sui bond a 10 anni sono saliti al 10,18%. Nell'ultimo anno, infatti, la lira turca è stata la peggiore valuta nei confronti del dollaro con un deprezzamento a doppia cifra.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il