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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: il punto della situazione questa settimana

Prestito pensionistico per un’uscita dal lavoro anticipata alimenta le speranze precoci e usuranti di poter lasciare prima il lavoro: entro febbraio novità dal ministro Giovannini



Mentre il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha annunciato entro febbraio novità per le pensioni, si continua a parlare di uscita flessibile e anticipata, grazie proprio al suo prestito pensionistico, sistema che andrebbe a sostenere soprattutto l’uscita prima dal lavoro di determinate categorie di lavoratori, come precoci e usuranti, che non sono stati per niente tutelati con le misure della nuova Legge di Stabilità e che talvolta risultano impossibilitati a rimanere a lavoro fino all’attuale soglia pensionistica, fissata a 66 anni dalla legge Fornero.

Con il prestito pensionistico del ministro Giovannini, dunque, precoci e usuranti avrebbero la possibilità di andare in pensione prima, ricevendo un prestito che dovrà essere restituito poi, una volta maturati i requisiti richiesti per il pensionamento effettivo, accettando una decurtazione sull’assegno finale.

Il pagamento del prestito avverrà, infatti, con una decurtazione mensile automatica sull'assegno previdenziale finale, decurtazione stimata nell'ordine del 10-15% e questa soluzione potrebbe essere una speranza per accedere alla pensione anticipata soprattutto per esodati e, come detto, lavoratori precoci o coloro che svolgono mansioni altamente usuranti e che farebbero di tutto pur di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro.

Giovannini, di concerto con il ministero dell’Economia, spiega che si sta lavorando “a uno strumento flessibile in funzione delle esigenze soggettive dei lavoratori per agevolare l'uscita anticipata rispetto all'età di pensionamento, aumentata dalla riforma Fornero. E, soprattutto, per evitare nuovi casi di esodati”.

La proposta non cambierebbe le norme sui requisiti pensionistici, ma darebbe la possibilità di usufruire di uno strumento ulteriore e soprattutto aggiuntivo, al quale si potrebbe avere accesso su base volontaria.

Il progetto, in particolare, dovrà avere robustezza finanziaria e fruire di una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti coinvolti, cioè il lavoratore, l'impresa, ma anche lo Stato. In questo modo, si offrirebbe uno strumento aggiuntivo cui si accederebbe su base volontaria, come già avviene nei casi previsti per le aziende di maggiori dimensioni”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il