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Crollo Borse e mercati azionari Febbraio 2014: Giappone, Usa, Italia, Europa. Previsioni

Emergenti in caduta libera dopo decisione tapering in Usa. Rischi Cina e zona Euro. Situazione e previsioni. Non regna ottimismo sui mercati. Cosa accadrà?



Dopo un periodo di fervido splendore, i paesi Emergenti hanno iniziato a vedere un forte deflusso di capitali. L’inversione di tendenza è iniziata, in realtà, lo scorso mese di maggio quando, per la prima volta, il presidente della Fed Ben Bernanke ha annunciato la fine della politica monetaria espansiva della Banca centrale americana.

La Fed, infatti, per far fronte alla crisi finanziaria del 2008, aveva stampato moneta continuamente tramite acquisti di titoli di stato e altre obbligazioni, ma, considerando il miglioramento della congiuntura economica, qualche mese fa l’ex presidente Bernanke ha annunciato la riduzione graduale iniezioni di liquidità.

A risentirne Paesi e asset che in questi anni avevano particolarmente tratto beneficio dalla politica ultraespansiva della Federal Reserve, azioni e bond dei mercati emergenti in particolare. A risentirne maggiormente le economie emergenti, India, Brasile, Cina, Turchia, Indonesia, Sudafrica, andamento, negativo che, secondo gli esperti, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Il deflusso di miliardi di dollari dalle economie emergenti sta facendo crollare le loro valute.

E la speranza è che la Fed coordini le sue mosse con le altre banche centrali minori e possa frenare il ritmo dei tagli agli stimoli, in considerazione di quanto sta avvenendo tra le emergenti. Ma anche in Usa le cose non vanno meglio: nonostante il tapering non si sta registrando un rialzo dei rendimenti sul mercato americano e, poiché l’impennata dei tassi era il vero timore della Fed, ora si potrebbe approfittare a procedere velocemente verso l’azzeramento degli stimoli entro l’anno, anche se questa operazione aggravarebbe ancor di più la crisi valutaria e finanziaria sui mercati emergenti.

A rendere una situazione finanziaria globale ancor più negativa, secondo gli analisti di Société Générale, ci sarebbero Cina ed Eurozona, con quest’ultima che rischia di scivolare verso la deflazione. Una conferma arriverebbe dal dato sull’inflazione nel mese di gennaio (+0,7%) e si teme che il calo dei prezzi possa trascinarsi dietro anche una riduzione del pil reale. In quel caso, non sarebbe facile intuire cosa farebbe la Bce.

E non a va meglio a Pechino dove la politica della People’s Bank of China potrebbe non risultare utile alla crescita. La politica di compressione del credito, infatti, potrebbe comportare una crisi di liquidità in Cina, il fallimento di diverse banche e lo scoppio di una crisi finanziaria.

Previsioni più che positive, invece, sulla Borsa italiana che, secondo il report di Syz Asset Management firmato da Fabrizio Quirighetti, che traccia una panoramica dell'economia mondiale nei prossimi 12 mesi, nel 2014 sarà la migliore d'Europa. Il report riporta infatti che la Borsa italiana, nel contesto di un apprezzamento di tutti i listini europei rispetto agli altri mercati mondiali, potrebbe registrare la migliore progressione, soprattutto se si riuscirà, finalmente, a raggiungere quella stabilità politica di attuazione delle riforme previste.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il