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Pensioni donne e uomini Governo Letta: uscita anticipata per tutti con nuova circolare Inps

Uomini e donne in pensione prima con nuova circolare Inps. Novità possibili per tutti e non solo per le donne come annunciato qualche settimana fa. Cosa cambia



Lo scorso 29 gennaio, l’Inps ha diffuso una nuova circolare che prevede la possibilità per i datori di lavoro di incentivare l’uscita dei lavoratori vicini alla pensione secondo le norme Fornero. Toccherà a loro, infatti, attraverso un fascicolo elettronico aziendale, nella sezione Contatti, dovranno contrassegnare la dicitura ‘esodi lavoratori prossimi a pensione’ e inviare il modello SC/77 direttamente all’ufficio Inps competente, quello dove l’azienda svolge le pratiche di regolarizzazione del dipendente e pagamento contributi.

La richiesta dovrà essere accompagnata dall’elenco completo dei beneficiari interni all’azienda. Viene così estesa a tutti la possibilità di andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia di 66 anni, e non solo alle donne come annunciato qualche settimana sempre a seguito di una circolare Inps.

La scorsa circolare dell’Istituto di previdenza aveva quasi stoppato dal prossimo mese di marzo per le lavoratrici autonome e da settembre per le dipendenti nel pubblico e nel privato la possibilità di pensione anticipata prima dei 60 anni di età con assegno ridotto e 57 anni di età e 35 di contributi se dipendenti e 58 anni di età e 35 di contributi se autonome.

Le commissioni di Camera e Senato hanno chiesto di spostare al 2015 la scadenza dell’opzione per la pensione anticipata delle donne. Con l’opzione cosiddetta contributiva, cioè scegliere il solo metodo di versamento contributivo che comporterebbe, chiaramente, un assegno minore rispetto a quello che si sarebbe incassato con il sistema retributivo, le donne potrebbero lasciare anticipatamente il lavoro fino a fine del 2015.

L’opzione contributivo non è stata toccata dalla Riforma Fornero del 2011, ma se il termine dovesse essere portato a fine 2015, essendo la scadenza fissata al momento del pensionamento e non a quello della maturazione del diritto ai requisiti di età (57 e 58 anni), bisognerebbe applicare l’incremento legato all’aumento dell’aspettativa di vita, per cui il diritto scatterebbe il 31 maggio 2014 per le autonome; il 30 novembre 2014 per le lavoratrici dipendenti private; e il 30 dicembre nel pubblico impiego.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il