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Pensioni Governo Letta ultime notizie: blocco per Legge Fornero. Quando si può uscire prima

La legge Fornero ha quasi imposto un blocco alle pensioni: è crollo delle erogazioni nell’ultimo anno. I motivi. E come fare a lasciare prima il lavoro per lasciar spazio ai più giovani?



Al via dal primo gennaio l'indicizzazione all'inflazione degli assegni con importi superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro), fino a quelle pari a sei volte il minimo (pari a 2.886 euro lordi al mese), ricalcolo che ha posto fine al blocco delle indicizzazioni, ad eccezione delle pensioni fino a tre volte il minimo, che hanno continuato ad essere indicizzate al 100%, introdotto dal precedente Governo Monti per il biennio 2012-2013.

Ma gli ultimi dati sulle pensioni sono impietosi e riguardano soprattutto un blocco delle pensioni dall’entrata in vigore della legge Fornero: nel 2013 sono state liquidate 649.621 nuove pensioni con un calo del 43% rispetto ai 1.146.340 di nuovi assegni liquidati nel 2012, secondo quanto emerge dal confronto tra il bilancio preventivo Inps per il 2014, che contiene i dati 2013 che risentono della riforma Fornero, e il bilancio sociale dell’Istituto per il 2012.

A fronte di 649.621 nuovi assegni liquidati nel 2013,  sono state eliminate 742.195 pensioni. Le pensioni, dunque, vigenti a fine 2013 sono quasi 100 mila in meno di quelle vigenti a fine 2012 (18.518.301 nel 2013 e 18.607.422 a fine 2012) e il divario dovrebbe aumentare ancora nel 2014 con 596.556 nuove pensioni previste e 739.924 assegni che si prevede di eliminare.

Tra il 2013 e il 2014 si prevede un crollo dei nuovi trattamenti di anzianità. La situazione è critica, per molti dettata dall’andamento dell’occupazione e dal fatto che la spesa pensionistica non era sotto controllo. E mentre crescono i dati sulla disoccupazione e si è parlato di staffetta generazionale per permettere ai più giovani di mettersi al lavoro, si pensa alla possibilità per molti di andare in pensione prima rispetto alla soglia attuale fissata dalla legge Fornero, cosa possibile, anche se non per tutti.

Allo studio soluzioni soprattutto per lavoratori precoci, usuranti, pensionandi appartenenti alla Quota 96 e per gli esodati, per cui sono stati già approvati decreti ad hoc di tutela. Per questo, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, sta lavorando alla riformulazione di una proposta già avanzata mesi fa, cioè quella del prestito pensionistico, che permetterà di arrivare alla pensione di anzianità anticipata. Si tratta di un provvedimento che interesserà particolari categorie di soggetti vicini alla pensione, con un contributo delle aziende.

La proposta di accesso alla pensione anticipata sarebbe ampliata a lavoratori delle piccole e medie imprese, con un contributo da parte di queste. L’accesso alla pensione in anticipo con il prestito Inps permette a soggetti prossimi alla pensione, a 62 anni, di ricevere un prestito sulla pensione che, al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla riforma Fornero, dovranno poi restituire.

Il prestito pensionistico a  cui sta lavorando il governo, su base volontaria, non prevede alcuna modifica dall’attuale legge pensionistica ma permette di allargare anche agli addetti di aziende minori la possibilità di accesso alla pensione con un sostegno economico transitorio che poi, però, verrebbe restituito gradualmente dopo il pensionamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il