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Pensioni donne e uomini Governo Letta: blocco per Decreto Fornero e uscire con vecchie regole

Calano notevolmente le pensioni nell’ultimo anno a causa dell’entrata in vigore delle nuove norme Fornero. Ma c’è chi avrà comunque la possibilità di andare in pensione prima. Chi sono e come



Nonostante l'Inps continui a sostenere che il sistema previdenziale è perfettamente in equilibrio, in realtà si registra un blocco delle pensioni all'indomani dell'entrata in vigore della legge Fornero. E si sono registrate perdite per oltre 14,4 miliardi di perdite nel 2013 e altri 12 miliardi previsti nel 2014. In realtà, la Legge di Stabilità ha già stanziato a copertura del buco Inpdap 25,2 miliardi quindi di fatto il patrimonio 2014 resterà in attivo per oltre 20,6 miliardi.

Uno stanziamento che, secondo quanto afferma in una nota lo stesso istituto di previdenza, ‘protegge il patrimonio Inps dall’erosione determinata dall’incorporazione Inpdap e rende il sistema previdenziale perfettamente in equilibrio’.  La situazione appare difficile anche a causa della crisi e del calo della contribuzione, soprattutto dei lavoratori pubblici con il blocco del turn over. Nel 2013 ha, infatti, iniziato a farsi sentire l’effetto elle nuove norme Fornero, e la stretta sulle pensioni di anzianità (fino a fine 2012 si usciva ancora con la finestra mobile e i vecchi requisiti).

Il numero dei nuovi assegni liquidati nel complesso è calato del 43% tra il 2012 e il 2013 passando da 1,14 milioni a 649.000 pensioni (comprese tutte, previdenziali e assistenziali). Ma l’Inps ha anche diffuso una nuova circolare che prevede la possibilità per i datori di lavoro di incentivare l’uscita dei lavoratori vicini alla pensione secondo le norme Fornero, estendendo a tutti la possibilità di andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia di 66 anni, e non solo alle donne come annunciato qualche settimana sempre da una circolare Inps.

La scorsa circolare dell’Istituto di previdenza aveva quasi stoppato dal prossimo mese di marzo per le lavoratrici autonome e da settembre per le dipendenti nel pubblico e nel privato la possibilità di pensione anticipata prima dei 60 anni di età con assegno ridotto e 57 anni di età e 35 di contributi se dipendenti e 58 anni di età e 35 di contributi se autonome.

Le commissioni di Camera e Senato hanno chiesto di spostare al 2015 la scadenza dell’opzione per la pensione anticipata delle donne. Con la cosiddetta opzione contributivo, che implica la scelta del metodo di versamento contributivo, e quindi un assegno minore rispetto a quello che si sarebbe incassato con il sistema retributivo, le donne potrebbero lasciare anticipatamente il lavoro fino a fine del 2015.

Se il termine dovesse essere portato a fine 2015, scadenza fissata al momento del pensionamento e non a quello della maturazione del diritto ai requisiti di età (57 e 58 anni), bisognerebbe applicare l’incremento legato all’aumento dell’aspettativa di vita, per cui il diritto scatterebbe il 31 maggio 2014 per le autonome; il 30 novembre 2014 per le lavoratrici dipendenti private; e il 30 dicembre nel pubblico impiego.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il