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Pensioni usuranti e precoci: blocco per Legge Fornero molto forte. Trovare soluzioni necessario

Necessarie misure concrete per favorire l’uscita dal lavoro di lavoratori precoci ed usuranti prima della soglia dei 66 anni: le pensioni calano e bisogna effettuare cambiamenti



Lavoratori precoci e usuranti, insieme ad esodati, rappresentano una delle priorità cui il governo deve necessariamente dare risposte. Se, infatti, la nuova Legge di Stabilità ha apportato modifiche alle pensioni, limitate, perché non sostengono la possibilità di uscita anticipata dal lavoro rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, stabilita dall’ex ministro Fornero ma per molti quasi impossibile da raggiungere, è bene che il governo Letta intervenga in tal senso. E nonostante da mesi si susseguino promesse, nulla è ancora stato fatto di concreto.

La speranza è che venga approvato il cosiddetto prestito pensionistico proprosto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che permetterebbe al lavoratore di andare prima in pensione, accettando un prestito che però dovrà poi restituire una volta maturati i requisiti per la pensione vera e propria. E ciò significherà accettare un assegno finale con una decurtazione.

Se questo sistema passasse potrebbe certo dare ai lavoratori precoci ed usuranti la possibilità di andare in pensione, ma sarebbe discriminante comunque perché non garantirebbe un assegno sostanzioso a fine lavoro.

E ci sarebbe sempre da considerare il problema delle eventuali coperture, che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, sostiene non ci siano. Intanto nel 2013 hanno iniziato a farsi vedere gli effetti della legge Fornero: il numero dei nuovi assegni liquidati, infatti, è calato del 43% tra il 2012 e il 2013 passando da 1,14 milioni a 649.000 pensioni (comprese tutte, previdenziali e assistenziali).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il