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Pensioni Governo Letta ultime notizie: come potrebbero cambiare Legge Fornero nuovi presidenti Inps

Cambio al vertice della presidenza dell’Inps dopo dimissioni Mastrapasqua: chi potrebbe prendere il suo posto e cosa potrebbe realmente cambiare per le pensioni con nuovo presidente?



Dopo le dimissioni da presidente dell’Inps di Antonio Mastrapasqua ci si chiede cosa potrà cambiare con una nuova nomina nell’assetto dell’Istituto previdenziale e quali novità potranno eventualmente arrivare a modificare l’attuale legge Fornero. Domande che per il momento restano ancora con un punto di domanda.

Nonostante la notizia a sorpresa non comporti alcuna modifica nell’erogazione delle prestazioni, è probabile che qualche problema arriverà per chi spera di andare presto in pensione, richiedendo un trattamento in deroga ai requisiti della legge Fornero. Poche settimane fa, infatti, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha annunciato la possibile introduzione di una finestra per accedere anticipatamente alla pensione in maniera volontaria, solo per alcune categorie di lavoratori, che abbiano maturato i requisiti nel periodo tra l’approvazione della legge Fornero, dicembre 2011, e oggi.

Altri problemi potrebbero emergere per la questione esodati, gli uffici territoriali continuano a lavorare, a esaminare domande, a riempire le caselle occupate dai vari decreti, ma senza una direttiva precisa, i tempi rischiano di allungarsi e il rischio è di lasciare persone nella condizione di restare senza lavoro e senza pensione.

C’è poi la questione dei pensionandi di Quota 96 e in questo caso anche se l’’addio di Mastrapasqua di per sè non cambia nulla dal lato amministrativo, peserà la mancanza di una linea guida nell’attesa della nomina di un successore, che ci si chiede chi possa essere. Secondo l'ex parlamentare Giuliano Cazzola, “Colui che è al vertice della “fabbrica delle nostre pensioni” deve avere un buon livello di conoscenza dei problemi del sistema di welfare.

Ma soprattutto deve essere un manager a capo di una grande azienda di servizi, che ha circa 30mila dipendenti e uffici in tutto il territorio, vanta un sistema informativo e una banca dati a livello del Pentagono.  Il presidente dell’Inps deve mettere in conto di dover affrontare un caso al giorno di quelli che aprono le prime pagine, sollecitano interrogazioni alle Camere, promuovono inchieste malevoli nei talk show che giocano ormai solo allo sfascio. Adesso, poi, si sono inventati persino il conflitto di interessi: il presidente dell’Inps non potrà avere altri incarichi né ricoprire altri ruoli”.

E nell’attesa si pensa alle possibili modifiche che potranno essere messo in atto, dall’approvazione del prestito pensionistico proposto dal ministro Giovannini, che permetterebbe di erogare una somma da concedere al lavoratore prossimo alla pensione e privo di ammortizzatori sociali per congedarsi definitivamente, somma che sarebbe a carico dello Stato, dell'azienda e dello stesso lavoratore, e che dovrebbe essere poi, in realtà restituita dal lavoratore una volta raggiunti i requisiti veri e propri per lasciare il lavoro.

Anche Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro ai tempi dei governi Dini e Prodi, secondo cui la proposta del prestito previdenziale va nella direzione giusta, e ritiene che la riforma Fornero vada modificata “perché la legge ha giustamente innalzato l'età anagrafica, ma lo ha fatto con una tempistica molto brusca e le norme hanno fatto emergere una questione grave come quella degli esodati.

La direzione di marcia va migliorata, d'altra parte la richiesta di intervenire a garanzia di una maggiore flessibilità arriva da più parti ed è connaturata alla natura stessa del sistema contributivo. Il meccanismo va corretto e ciò può essere fatto senza pregiudicare i contenuti della riforma stessa”.

Punta il dito contro l’attuale legge Fornero anche Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo Berlusconi e ora presidente della commissione Lavoro al Senato, che ritiene il sistema previdenziale italiano il più rigido, come effettivamente si è rivelato rispetto a quelli degli altri Paesi europei, decisamente più flessibili.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il