BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Alitalia: personale, licenziamenti e modifiche Malpensa-Linate con ingresso soci Etihad. Novità

Trattative Alitalia-Etihad in dirittura di arrivo, mentre si discute ancora del futuro dei 1900 esuberi della compagnia italiana e del futuro degli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate



Si prospetta un mese decisivo, questo di febbraio 2014, per la definizione del futuro di Alitalia,  mentre l'alleanza con Etihad si avvicina alla stretta finale. Le due compagnie sono infatti entrate ‘nella fase finale della due diligence per l'ingresso della compagnia di Abu Dhabi nella società italiana’, come comunicato dalla stessa Alitalia.

Nella nota diffusa dalla compagnia si legge ‘Nei prossimi 30 giorni entrambe le compagnie e i loro advisor stabiliranno come sviluppare una strategia comune per raggiungere gli obiettivi che i due vettori si sono prefissati. La due diligence dovrà affrontare e risolvere tutti i temi che possano pregiudicare la definizione di un adeguato piano industriale, la cui completa realizzazione produrrà una redditività sostenibile per Alitalia’.

Al vaglio anche il piano di tagli previsto dalla società della Magliana che riguarda 1.900 esuberi, ma che non prevede licenziamenti. Alitalia, infatti, avrebbe aperto la procedura per gli esuberi strutturali, prevedendo 1.900 tagli al personale. Lo scorso 22 gennaio, la compagnia aveva già confermato ai sindacati l'intenzione di ricorrere a 1.900 esuberi, che verranno comunque gestiti attraverso strumenti di solidarietà e senza licenziamenti: in particolare, tra i tagli, l'azienda ne avrebbe individuati 280 tra i piloti, 350 tra gli assistenti di volo, 480 tra gli assistenti di terra, 190 nella manutenzione e 600 negli uffici.

Soddisfatto, comunque, della trattativa con Etihan il presidente del Consiglio Enrico Letta, in visita negli Emirati Arabi: “In Italia faremo tutti la nostra parte, sostengo prospettiva positiva finalizzazione intesa”. Soddisfatto anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui si tratta di una buona soluzione: “Alitalia sola in un mercato globale estremamente competitivo ha difficoltà a rimanere, quindi un'alleanza strategica con un gruppo forte che ha voglia di investire, che non penalizzi il ruolo del nostro Paese, secondo me è una cosa positiva”.

Ma “Ci sono manovre in corso che rischiano di penalizzare o addirittura far chiudere Malpensa e voglio sventarle”, ha detto il presidente della Lombardia Roberto Maroni commentando il viaggio del presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, in Kuwait, affermando che se si sta per “far entrare in Alitalia una società (Etihad) che poi chiude Malpensa, e mi pare sia questa la volontà, da parte nostra sarà guerra. Io voglio capire se questi investimenti comportano un rischio per la Lombardia, per Malpensa, per il sistema aeroportuale e per l’indotto in termini di occupazione”.

Su Linate, invece, nonostante il ministro no lo consideri strategico, quello milanese è il terzo aeroporto d’Italia per volume di traffico passeggeri (più di 9 milioni) secondo i dati 2012 e agli emiri dell’Etihad piace, tanto che la trattativa con Alitalia, che dovrebbe concludersi a breve, prevede, tra le misure, il via libera istituzionale ad un più intenso utilizzo dello scalo cittadino milanese controllato dalla Sea per le rotte verso tutte le capitali europee, verso Mosca, Istanbul e il Nord Africa. Si tratta di direttrici che gli arabi considerano commercialmente molto interessanti e complementari al loro traffico su Abu Dhabi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il