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Pensioni donne, uomini Governo Letta:età,requisiti,contributi uscita.Modifiche nuovi presidenti INPS

Uomini e donne in pensione prima con nuova nomina presidente Inps? Quali saranno le modifiche reali che potrebbero esserci con cambio al vertice dell’Istituto di previdenza?



Uscita più flessibile dal lavoro e possibilità di uscita anticipata anche a 57-58 anni: le speranze di approvazione di un sistema che permetta al lavoratore di lasciare il lavoro in anticipo rispetto all’età attualmente prevista dalla legge Fornero, 66 anni, sono ormai di tutti, uomini e donne e soprattutto di precoci ed usuranti, spesso, proprio per le mansioni che svolgono, impossibilitati a rimanere a lavoro fino ad una tale età.

E c’è chi si augura che la successione di Antonio Mastrapaqua alla presidenza dell’Inps possa effettivamente apportare qualche novità ad un sistema previdenziale che decisamente non funziona, nonostante chi si ostina a difenderne il buon andamento. In realtà, le dimissioni di Mastrapasqua e una nuova nomina non comporteranno alcuna modifica nell’erogazione delle prestazioni, ma probabile qualcun altro sarà in grado di affrontare questione spinose, come flessibilità sui requisiti in usciti dell’attuale legge Fornero, esodati e Quota 96, in maniera diversa e forse più puntuale.

E, nel frattempo, tra prestito pensionistico e contributo da parte di aziende e Stato per andare in pensione prima, l’Inps ha diffuso una nuova circolare che prevede la possibilità per i datori di lavoro di incentivare l’uscita dei lavoratori vicini alla pensione secondo le norme Fornero, estendendo a tutti la possibilità di andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia di 66 anni, e non solo alle donne come annunciato qualche settimana sempre a seguito di una circolare Inps.

La scorsa circolare dell’Istituto di previdenza aveva quasi stoppato dal prossimo mese di marzo per le lavoratrici autonome e da settembre per le dipendenti nel pubblico e nel privato la possibilità di pensione anticipata prima dei 60 anni di età con assegno ridotto e 57 anni di età e 35 di contributi se dipendenti e 58 anni di età e 35 di contributi se autonome.

Le commissioni di Camera e Senato hanno chiesto di spostare al 2015 la scadenza dell’opzione per la pensione anticipata delle donne. Con l’opzione cosiddetta contributiva, cioè scegliere il solo metodo di versamento contributivo che comporterebbe, chiaramente, un assegno minore rispetto a quello che si sarebbe incassato con il sistema retributivo, le donne potrebbero lasciare anticipatamente il lavoro fino a fine del 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il