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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: nuovi presidenti Inps e requisiti uscita prima

Necessarie soluzioni concrete per permettere a precoci e usuranti di lasciare prima il lavoro: qualcosa potrebbe effettivamente cambiare con nuovo presidente Inps



Esodati, pensionandi appartenenti alla cosiddetta Quota 96, lavoratori precoci ed usuranti: sono queste le categorie di lavoratori per le quali sono necessarie risposte concrete. Lavoratori che da mesi ormai vivono una condizione di incertezza sul lavoro futuro e, fra chi rischia di rimanere senza lavoro e senza pensione e chi rischia di vedersi allungata la sua età pensionabile nonostante i requisiti pensionistici raggiunti ma per errori della legge Fornero dovrebbe rimanere ancora a lavoro, la richiesta è quella di pensare a soluzioni che permettano un’uscita anticipata dal lavoro, anche se non per tutti.

L’auspicio è che l’arrivo di un nuovo presidente al vertice l’Inps, dopo le dimissioni di Antonio Mastrapasqua, possa cambiare effettivamente qualcosa. Pensare, infatti, a misure concrete a favore di lavoratori impossibilitati proprio a rimanere a lavoro fino alla soglia attuale dei 66 anni, in alcuni casi si rende necessaria come soluzione.

Per esempio, i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, magari a 16 anni, non possono certo continuare a lavorare per 50 anni, così come gli usuranti, come i lavoratori delle miniere, per condizioni di lavoro. Rientrano nella categoria degli usuranti anche i penasionandi della scuola, anch’essi ancora, dopo mesi, in attese di risposte che cerchino di risolvere il problema creato dalla legge Fornero.

L’ex ministro del Lavoro, infatti, al momento della formulazione della sua legge pensionistica non ha tenuto conto della specificità del comparto scuola, non considerando, dunque, che la conclusione dell’anno solare (fine dicembre) per la pensione non coincide con l’anno scolastico (fine agosto) per il raggiungimento della pensione per il personale docente della scuola ed ecco creatosi il ‘buco’ dei tre mesi per la pensione.

Anche per lavoratori precoci ed usuranti la possibilità del prestito pensionistico del ministro Giovannini, che permette al lavoratore di lasciare prima accettando un prestito, dallo Stato o dal’azienda, che poi, una volta maturati i requisiti previsti per la pensione dovrà restituire, potrebbe essere una soluzione per andare in pensione prima e arginare il problema esodati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il