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Mutui 2014: variabile, fisso o indicizzato Bce. Quale scegliere dopo tassi non cambiati da Bce

Mario Draghi lascia i tassi d'interesse di riferimento invariati al minimo dello 0,25%: Euribor tranquillo, ripartono le surroghe e cosa si muove nel mondo dei mutui



Il presidente della Bce Mario Draghi ha deciso di lasciare i tassi d'interesse di riferimento invariati al minimo dello 0,25%, precisando che l'Eurozona si trova in un periodo prolungato di bassa inflazione, destinata comunque a risalire, e che l'istituto “è pronto ad azioni decisive quando necessario, sopratutto in riferimento alle tensioni sui mercati monetari dei Paesi emergenti, situazione costantemente monitorata”. Quanto alla crescita, nell'area Euro, il presidente della Bce ha sottolineato “una moderata ripresa sta procedendo secondo le aspettative ed è prevista una ripresa dell'attività economica a un ritmo lento. Ad ogni modo, l'atteggiamento della Bce è estremamente cauto. Per agire sui tassi, la Bce aspetta nuove informazioni”.

Intanto, come riportato da Vito Lops sul sole 24Ore, il mercato dei mutui sta dando segnali di miglioramento e di normalizzazione e la media degli spread applicati dalle banche sia sul fisso che sul variabile è ormai scesa sotto il 3% (le migliori proposte sono al 2,4%). Un bel passo in avanti rispetto al punto più critico della crisi (l'anno scorso la media era al 4%) anche se siamo lontani ancora dai mutui con spread inferiori all'1% che si potevano ottenere prima dell'estate del 2011.

Ciò dipende dall’Euribor, l’indice cui sono legati i mutui a tasso variabile, tranquillo, oggi allo 0,286% superiore al tasso Bce, oggi mantenuto invariato allo 0,25% dal governatore Mario Draghi ma con prospettive future ribassiste e direttamente collegate allo scenario inflazionistico e che comunque continua a garantire la convenienza, oggi, dei mutui a tasso variabile; e dal fatto che, come spiegato da Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline, “Gli istituti di credito apriranno un pò di più i rubinetti del credito anche perché i margini delle operazioni di carry trade tra soldi prestati dalla Bce e rendimenti dei titoli di Stato si stanno riducendo.

Se fino a qualche tempo fa i margini erano questi, adesso con il costante rialzo dei prezzi di BoT, BTp e compagnia bella, i massicci acquisti delle banche sul debito sovrano italiano hanno meno ragion (finanziaria) d'essere. Di conseguenza, le erogazioni di mutui dovrebbero aumentare nel 2014”.

Sono, inoltre, ripartite le surroghe, operazioni con cui un soggetto che sta pagando un mutuo lo sposta (mantenendo inalterato il debito residuo altrimenti si parlerebbe di sostituzione, di nuovo atto notarile e di altri costi) gratuitamente presso un altro istituto che offre condizioni (tasso e durata) migliori.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il