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Pensioni vecchiaia, anzianità Governo Letta: nuove elezioni 2014 o Renzi premier per modifiche reali

Precoci, esodati, Quota 96: nuove speranze se nasce nuovo governo Renzi? Le ipotesi allo studio e quali potrebbero essere le modifiche reali alle pensioni con rimpasto esecutivo



Cresce il pressing su Matteo Renzi perchè prenda la guida del governo al posto di Enrico Letta: l’auspicio di molti è, dunque, un governo Renzi che arrivi fino al 2018. Ma Renzi dice: “Non è un tema che ho posto all’ordine del giorno dei miei programmi, anche perché vorrei il voto degli italiani. In realtà è una questione che viene alimentata soprattutto da alcuni alleati e dalla minoranza del mio partito”.

E c’è già chi parla di ‘Era Renzi’. Bisognerà forse aspettare quel momento per vedere qualche cambiamento reale nel mondo delle pensioni che chiedono da tempo interventi. Mentre è stato rinviato alla prossima settimana l’esame da parte della Commissione Bilancio presieduta dall’Onorevole Boccia del disegno legge Ghizzoni-Marzana, già approvato in Commissione Istruzione della Camera, sui pensionandi di Quota 96, si fa sempre più allarmante la questione esodati, e necessitano di modifiche anche i lavoratori precoci e usuranti, per cui è allo studio la possibilità di uscita anticipata dal lavoro, a fronte, però, di penalizzazioni.

Se il nuovo disegno legge elaborato dagli Onorevoli Ghizzoni del Pd e Marzana del M5S prevede per il comparto scuola il ripristino delle precedenti requisiti pensionistici in vigore prima della riforma Fornero, estendendo il prepensionamento a tutti i lavoratori del comparto scuola che abbiano raggiunto i requisiti, entro l’anno scolastico 2011-2012, pre-vigenti alla riforma Fornero, al momento in discussione, per permettere un’uscita anticipata di anzianità dal lavoro, c’è l’ipotesi del prestito pensionistico del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

Questo sistema è una sorta di prepensionamento al quale possono accedere in maniera volontaria tutti i lavoratori del privato o coloro che sono in attesa di occupazione che hanno compiuto 62 anni. Chi accederà al prestito pensionistico riceverà un vitalizio mensile pari a quello maturato con i contributi versati ma decurtato dal 10 al 15% e, una volta maturati i requisiti pensionistici richiesti dalle attuali norme, dovrà poi restituire il prestito pensionistico versando nelle casse dell’Inps l’importo con una ritenuta sulla pensione mensile del 10%. Questo meccanismo potrebbe rappresentare per i lavoratori precoci e gli esodati un’alternativa per uscire prima dal lavoro senza dover aspettare i 66 anni, soglia fissata dalla legge Fornero per andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il