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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: Renzi capo Governo o nuove elezioni per cambiamenti

Precoci e usuranti ancora in attese di modifiche concrete per le loro pensioni: possibili novità se governo cade. Renzi alla guida e cosa potrebbe cambiare?



Si discute da mesi ormai eppure non si è arrivati ad alcuna modifica concreta alle pensioni per determinate categorie di lavoratori che meriterebbero attenzione. Si parla, infatti, di lavoratori precoci ed usuranti ma non si agisce, e nulla ancora si muove su interventi volti a modificare reali e sulle richieste di norme ad hoc per precoci ed usuranti.

Per gli addetti a lavori usuranti, i sindacati hanno chiesto da tempo requisiti meno rigidi per l’uscita dal lavoro, fino al ritorno alle vecchie regole, precedenti l’entrata in vigore della nuova legge Fornero. Per i lavoratori precoci, invece, si chiede di modificare la normativa riguardante le penalizzazioni previste per l’accesso alla pensione anticipata. Sulla questione era intervenuto Gianni Cuperlo, ‘battuto’ da Matteo Renzi alla Segreteria del Partito Democratico, secondo cui “La riforma Fornero delle pensioni contiene iniquità evidenti. A partire dalla questione esodati che sono diretto prodotto di questa riforma”.

Poi l’intervento dello stessi Renzi pronto a modificare, ma senza stravolgere, l’attuale legge Fornero, per porre fine a problemi e questioni generati dalla stessa formulazione, errata, di tale legge. E, in un eventuale rimpasto di governo, con lui nuovo premier e forse Guglielmo Epifani ministro del Lavoro, qualcosa potrebbe muoversi davvero. 

Epifani, intervenendo tempo fa sulle pensioni, avrebbe innanzitutto ribadito la necessità di affrontare e risolvere una volta per tutte la questione esodati, per cui “vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all’altra tipologia di esodati che si creerà coll’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero”.

Poi è intervenuto sull'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, da lui mai approvato  e per cui annuncia: “Rimetteremo mano alla situazione”. Equiparare l’età pensionabile fra uomini e donne, portandola a 66 anni per tutti, infatti, è stato ritenuto da molti un’iniquità. Novità eventuali anche per usuranti e precoci per cui sono già allo studio ipotesi di uscita anticipata dal lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il