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Decreto Carceri 2014: deve essere votato entro il 21 Febbraio al Senato. Altrimenti da rifare

Decreto carceri da approvare entro fine mese altrimenti nessuna validità: le misure dal braccialetto elettronico, agli arresti domiciliari, alla figura del Garante Nazionale. Cosa prevede



Dovrà essere votato al Senato entro il prossimo 21 febbraio il nuovo decreto Carceri,  altrimenti non sarà valido. Il decreto carceri, insieme di norme approvate a fine 2013 dal governo per ridurre l’affollamento sul sistema carcerario, sottodimensionato rispetto al numero di detenuti, ha, infatti, ricevuto la fiducia dalla Camera dei Deputati e deve essere ora riesaminato e votato dal Senato.

Il decreto prevede una serie di nuove regole per razionalizzare la gestione della popolazione carceraria, incentivando l’utilizzo, quando possibile e sicuro, di strumenti per fare eseguire le pene senza gravare ulteriormente sul sistema carcerario. I due principali obiettivi sono ridurre il numero di carcerati, e quindi il sovraffollamento, dando al tempo stesso più diritti ai detenuti.

Tra le novità il braccialetto elettronico, che viene disposto dal giudice che dispone gli arresti domiciliari e che dovrà sempre prescrivere i sistemi di controllo elettronici per le persone che manda agli arresti domiciliari, salvo particolari necessità. L’obiettivo è rendere più comune ed esteso l’utilizzo di strumenti come il braccialetto elettronico, che aiutano a mantenere sotto controllo la persona ai domiciliari senza gravare sulle forze dell’ordine.

Questi sistemi in molti casi disincentivano l’evasione, che spesso porta a dovere incarcerare la persona interessata, contribuendo ai fenomeni di sovraffollamento. Altra novità: diventa  permanente la regola che permette di scontare nell’abitazione in cui si ha il domicilio la propria pena, se questa non è superiore a 18 mesi.

La regola vale anche per la parte residua di una condanna. Il decreto, che dovrà essere approvato dal Senato, aumenta, in via temporanea, le detrazioni concesse ogni semestre con le liberazioni anticipate, facendo passare il termine da 45 a 75 giorni fino al 24 dicembre 2015; sull’affidamento in prova, stabilisce l’innalzamento a 4 anni (ma solo tramite periodo di osservazione), aumentando, per converso, i poteri di intervento del magistrato di sorveglianza; e per i detenuti, in generale, viene istituita la figura del Garante Nazionale, composto da 3 membri, in carica per 5 anni non prorogabili. Compito della neonata struttura, la sorveglianza nel rispetto dei diritti umani sia nelle carceri che nei Cie.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il