BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Spread Btp-Bund, crescita economica, Borsa italiana: con fondo bad bank impulso. Come funziona

Sostenere la ripresa italiana con una bad bank: cos’è, come funziona e obiettivi. Questa novità potrebbe portare lo spread a scendere ancora e la Borsa italiana a migliorare



Sì del Tesoro all'utilizzo della bad bank nazionale per ‘coprire’ i 300 miliardi di crediti in sofferenza del sistema bancario italiano, ma a patto che non si richieda l'utilizzo di risorse pubbliche. La bad bank è una società costituita con lo scopo di acquistare a prezzi ridotti ampi portafogli di crediti in sofferenza gli istituti, che possono scaricarli dai propri bilanci, mentre la bad bank cerca di recuperarne il maggior numero possibile con strumenti e professionalità ad hoc. Per quanto riguarda gli azionisti di questo sistema, negli ultimi anni, in Europa la tendenza è stata quella di un azionariato misto pubblico-privato, con lo Stato in minoranza e le principali banche in maggioranza.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota su ‘stretta creditizia e bad bank’ ha sottolineato come guardi con favore a tutte le iniziative che gli operatori del credito e della finanza stanno mettendo in campo per alleggerire il proprio patrimonio dai prestiti deteriorati, liberando così capitale da impiegare a sostegno delle imprese e dei consumi.

Questa novità potrebbe portare lo spread fra Btp italiani e bund tedeschi a scendere a 150, la Borsa italiana potrebbe migliorare soprattutto i titoli delle banche, e si potrebbe anche parlare di crescita economica in quanto le banche senza crediti in sofferenza nei portafogli potrebbero ricominciare a dare prestiti alle imprese e professionisti.

Le indiscrezioni circolate la scorsa settimana indicavano Intesa Sanpaolo e Unicredit già all'opera per la creazione di una bad bank in comune dove far confluire i crediti difficili, coinvolgendo il fondo Usa di private equity Kkr. E il governatore della Banca di Italia,  Ignazio Visco, senza mai citare i due gruppi bancari, ha parlato di operazioni che “vanno nella giusta direzione perchè volti a razionalizzare la gestione dei crediti deteriorati con la creazione di strutture dedicate in grado di aumentare l'efficienza delle procedure e la trasparenza di questi attivi”.

D’accordo con la bad bank Gregorio Romani, segretario generale della Fiba-Cisl, che ha detto “Noi siamo favorevoli non solo per le grandi banche, ma anche e soprattutto per le banche medio-piccole che dovrebbero affrontare oneri molto più pesanti se dovessero ricapitalizzare da sole le loro sofferenze”. Per Lando Sileoni, segretario generale della Fabi, “Mi pare prematuro, bisogna capire se si tratta di una operazione di sistema o meno e bisogna anche valutare se e quali effetti avrà sul piano dell'occupazione”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il