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Codice deontologico avvocati 2014: novità, cosa cambia. Misure ufficiali approvate

Arriva il nuovo Codice deontologico degli avvocati: maggiore trasparenza, regole di rapporto con i clienti, chiara informazioni ed eventuali sanzioni alla violazione di tali regole



Arriva il nuovo Codice deontologico degli avvocati che regola i comportamenti degli iscritti e i rapporti con i clienti. Il Consiglio nazionale forense, lo scorso 4 febbraio, ha approvato ufficialmente il nuovo codice deontologico “finalizzato innanzitutto alla tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione”.

In linea di continuità con l’ordinamento forense, “le previsioni deontologiche tutelano l’affidamento della collettività ad un esercizio corretto della professione che esalti lo specifico ruolo dell’avvocato come attuatore del diritto costituzionale di difesa e, al contempo, la sua funzione sociale”. Il nuovo codice deontologico degli avvocati sembra obbligare i difensori legali a tenere informati i propri clienti in merito all’ammontare dei contenziosi in atto, così come sul possibile protrarsi nel tempo della causa.

Per ogni versamento ricevuto, poi, i legali saranno obbligati a emettere una regolare fattura fiscale. Previsto anche  il divieto di patto su quota lite, per cui i provvedimenti disciplinari, in caso di inadempienza, vanno dalla censura alla sospensione di tre anni. Confermato il divieto di svolgere le prestazioni professionali a domicilio dell’utente, con relativi provvedimenti in caso di mancato rispetto che possono arrivare a un anno.

Una nota del Consiglio nazionale forense spiega che ‘Il l testo approvato dal plenum in via definitiva è stato predisposto dalla commissione deontolgica coordinata da Stefano Borsacchi e ha tenuto conto delle osservazioni pervenute da Ordini e associazioni in sede di consultazione’ e nei ‘Rapporti con i clienti e parte assistita’ viene disciplinato l'avvio del rapporto professionale con regole definite e obblighi informativi: prevedibile durata della causa, oneri, preventivo scritto ove richiesto, estremi della polizza assicurativa, possibilità di ricorrere alla mediazione civile, nonché la libera contrattazione dell'onorario del professionista.

Il codice prevede anche l’avvocato valuti la causa che gli è stata affidata, rifiutando l’assistenza nel caso non sia esperto della materia per la quale si richieda assistenza in giudizio. Inoltre, nei primi colloqui con il cliente, il professionista è tenuto a informare degli iter alternativi.

Il codice non prevede ‘informazioni comparative nè equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l'attività professionale nè l'indicazione di nominativi di professionisti non direttamente o organicamente collegati con lo studio dell'avvocato’. In caso di violazione delle regole deontologiche del proprio legale il cliente potrà rivolgersi all'Ordine che a sua volta, dopo aver svolto un'istruttoria e ascoltato tutte le parti, potrà comminare una sanzione che va dall'avvertimento alla radiazione dall'albo nei casi più gravi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il