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Movimento Forconi: Roma, manifestazioni e presidi a Febbraio 2014. Obiettivi e costa stanno facendo

Tornano in piazza i Forconi, scaduto l’ultimatum al governo: proteste a oltranza finché la ‘classe politica corrotta non sarà stata allontanata’. La situazione



I Forconi sono tornati a minacciare mobilitazioni da Nord a Sud, dopo che l'ultimatum lanciato al governo è scaduto. Tre le richieste fondamentali, spiegate da Mariano Ferro, storico leader dei Forconi siciliani, blocco delle procedure esecutive, accesso al credito e tutela del made in Italy. Il termine, fissato per il 21 gennaio, di risposta da parte del governo al Movimento è scaduto, dall’esecutivo nessuna risposta ed ecco che i Forconi sono pronti a tornare in piazza.

Provenienti da diverse regioni d’Italia, diverse decine di militanti hanno organizzato un nuovo presidio ‘a oltranza’ in piazzale dei Partigiani. Sono state montate alcune tende e i manifestanti hanno comunicato che rimarranno in piazza finché la “classe politica corrotta” non sarà stata allontanata. Il portavoce del presidio, Enrico Leoni, ha spiegato: “È previsto l’afflusso di manifestanti da tutta Italia qui davanti alla Stazione Ostiense e negli altri tre camping, il Flaminio Village, il Roma Camping Village sull’Aurelia e l’Happy Village”.

E lunedì 10 febbraio, il Movimento è sceso in piazza a Roma contro il governo. Un gruppo di manifestanti ha protestato davanti a Montecitorio, mentre un altro gruppo del Coordinamento 9 dicembre, l'ala più intransigente del Movimento, nella Basilica di Santa Maria Maggiore aveva annunciato: “Passeremo la notte qui”. Momenti di tensione con le forze dell' ordine per il gruppo che protestava vicino alla Camera. I manifestanti gridavano ‘Assassini’, ‘Vergogna’, ‘Ladri’.

E’, dunque, di nuovo Roma l’emblema del potere che loro vogliono scardinare, di nuovo riuniti per chiedere il “rispetto della Costituzione e che il governo vada a casa”. Come spiegano dal presidio romano: “Sarà una manifestazione ad oltranza: di giorno in giorno verranno decise le eventuali iniziative da portare avanti in quello che è definito il culmine del cammino della libertà”, un cammino partito proprio il 9 dicembre scorso. L’obiettivo è, dunque, quello di consegnare le lettere di dimissioni ai parlamentari e ai membri del governo, considerati illegittimi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il