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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: attesa proposta Giovanni uscita prima.Damiano rilancia

Prestito pensionistico e maggiore uscita flessibile: si attendono cambiamenti per lavoratori precoci ed usuranti. E Damiano torna a parlare in merito. Possibili modifiche



Si attendono da tempo modifiche alle pensioni per lavoratori precoci e usuranti e nonostante le promesse tutto ancora è fermo. L’auspicio è che eventuali cambiamenti per i lavoratori precoci nel 2014 possano arrivare attraverso il cosiddetto prestito pensionistico proposto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che ha lanciato l’ipotesi di un prepensionamento con assegni da rimborsare, da parte del cittadino, tramite decurtazioni sugli assegni pensionistici successivi.

L'ipotesi è al vaglio del governo e breve si attendono risposte. Il prestito prevede uno schema basato sul triplice contributo dello Stato, del lavoratore interessato e dell'azienda per cui lavora. Il lavoratore al quale mancano pochi anni al raggiungimento dei requisiti pensionistici può uscire in anticipo, incassando un assegno pari ad una percentuale dello stipendio: tale importo sarebbe erogato in parte dall'Inps e in parte dall'azienda per cui opera.

Una volta raggiunti i requisiti, l'assegno finale subirebbe la decurtazione di una certa percentuale, al fine di restituire le somme incassate in precedenza. E su una maggiore flessibilità in uscita, soprattutto per alcune categorie di lavoratori, è tornato a parlare anche Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro.

Damiano ha detto: “Continuo a sostenere la flessibilità in uscita anche se costa. Con la drastica, anzi draconiana riforma Fornero, tra il 2020 e il 2060 dalle pensioni verranno drenate risorse superiori ai 300 miliardi di euro. Una cifra imponente di trasferimento da stato sociale a debito.

E io penso che possa essere restituita ai pensionati in termini di flessibilità: se di quei 300 miliardi gliene portiamo via uno, non cambia niente. In questo modo faremmo anche giustizia sociale”. Ma ulteriori novità potrebbero arrivare con un eventuale rimpasto di governo, che potrebbe vedere Renzi premier e probabilmente Guglielmo Epifano, ex segretario della Cgil, ministro del Lavoro al posto dell’attuale Enrico Giovannini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il