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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: rilancio Damiano su uscita flessibile, anticipata

Damiano rilancia sulle pensioni, chiede di rivedere la legge Fornero e intanto si aspettano risposte per la proposta del prestito pensionistico di Giovannini: situazioni e possibili novità



“Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, apra un tavolo sull'indicizzazione delle pensioni come da impegni presi dal governo”: il presidente della commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, rilancia sulle pensioni in una nota nella quale si legge che i sindacati dei pensionati hanno chiesto unitariamente un incontro al ministro per “discutere dei temi sociali che riguardano le generazioni più anziane.

I problemi sollevati, a partire da quello della non autosufficienza , sono di grande attualità e hanno a che vedere con la crescita della povertà. A questo proposito vorremmo ricordare che, in occasione dell'esame della legge di Stabilità, il governo ha approvato un ordine del giorno del PD che chiede l'apertura di un tavolo di concertazione con i sindacati per affrontare il tema di una indicizzazione più adeguata delle pensioni.

Se il ministro del Lavoro desse seguito a questo impegno, sarebbe l'occasione per esaminare problemi di particolare delicatezza e urgenza sociale. Ridare potere d'acquisto alle pensioni, dopo anni di duri sacrifici, sarebbe anche il modo di favorire la ripresa dei consumi e dello sviluppo’.

Ma non solo: Damiano rilancia anche sulla flessibilità, chiedendo ancora modifiche, perché “siamo convinti che la riforma delle pensioni targata Fornero sia socialmente iniqua, che sbarri la strada all'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e che sia recessiva perché induce i lavoratori, che vedono un futuro previdenziale estremamente incerto e lontano nel tempo, a non investire e a non consumare.

E' una riforma che va cambiata e va recuperato quel criterio di gradualità che è stato brutalmente cancellato dal governo Monti. Noi siamo pronti al confronto sulla proposta del ministro del Lavoro che prevede un prestito pensionistico da percepire nei due anni che precedono il momento della pensione e pensiamo che consentire ai lavoratori di poter scegliere di andare in pensione in un'età compresa tra i 62 ed i 70 anni, pagando una penalizzazione massima dell'8%, sarebbe una soluzione ottimale che risolverebbe anche, per gli anni a venire, il problema degli esodati”.

E si attendono, appunto, decisioni sulla proposta del prestito del ministro Giovannini, che ha chiarito, “Lo strumento allo studio è finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermi restando i requisiti dell’attuale normativa. Questo strumento andrebbe incontro a persone e a imprese (come quelle di minori dimensioni) che attualmente non possono utilizzare gli strumenti previsti in materia dalla legislazione vigente”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il