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Quota 96: nuovo incontro giovedì in Commissione. Novità e ultime notizie

La Quota 96 della scuola continua a far discutere: domani nuova riunione Commissione Bilancio per decisione. Resta da risolvere il problema dell'aspetto economico



Giovedì 13 febbraio torna a riunirsi la Commissione Bilancio che dovrebbe decidere in merito al nuovo testo della Ghizzoni e in caso di parere positivo, tutti i 4000 Quota 96 individuati potrebbero andare in pensione fruendo dei requisiti previgenti l’entrata in vigore della legge Fornero già a partire dal settembre di quest’anno.

Il testo in discussione prevede l’estensione della possibilità del pensionamento con i requisiti previgenti la riforma Fornero al personale scolastico che ha raggiunto tali requisiti entro l'anno scolastico 2011-2012, possibilità che sarà circoscritta ad un numero limitati di beneficiari. Inoltre, anche i lavoratori che nel 2011 si trovavano in congedo straordinario o avevano fruito del disposto normativo della Legge 104 potranno andare in pensione con i requisiti pre Fornero a partire dal primo settembre 2014.

La questione Quota 96 nasce dalla riforma Fornero, che varata frettolosamente, non ha tenuto conto della specificità del comparto scuola, il cui anno di lavoro coincide con l’anno scolastico e non con l’anno solare. L’unica finestra di uscita è il primo settembre, per cui un docente  che  maturasse i titoli per andare in pensione il primo gennaio non  può farlo, deve  garantire la continuità didattica e rimanere in servizio fino al 31 di agosto.

Le novità Pensioni Quota 96 della scuola potrebbero riguardare anche le lavoratrici donne che hanno presentato domanda di pensione usufruendo appunto dell'opzione contributivo; pare infatti, che secondo la Ghizzoni, le donne Quota 96 dovrebbero poter avanzare una seconda richiesta, cumulativa alla prima o sostitutiva della stessa, che permetta loro di fruire della pensione senza il calcolo contributivo.

Per le donne Quota 96 che hanno avanzato la richiesta entro il 7 febbraio accettando la decurtazione dell'assegno pari al 20%, sarebbe una bella svolta. Nulla al momento è dato per certo, anzi la Ghizzoni se da una parte pare rassicurare le lavoratrici donne quota 96 che sono andate in pensione con l'opzione contributivo, dall'altra dice di aver udito pareri contrastanti in merito alla questione. Il problema, come sempre, da risolvere è, dunque, quello economico.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il