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Pensioni Governo Letta ultime notizie: no interventi nuovo programma. Neppure Giovannini, Boldrini

Il nuovo programma di Letta per migliorare le condizioni di Italia. Nessun accenno alle pensioni eppure sono un capitolo importante da modificare per un’Italia migliore



Qualche giorno fa la presidente della Camera, Laura Boldrini, diceva: “Del lavoro che non c’è, uno dei temi cruciali per il destino del nostro Paese, ho parlato questa mattina, alla Camera dei deputati, con il ministro Enrico Giovannini e con Cesare Damiano, presidente della XI Commissione, alla presentazione dell’Indagine conoscitiva sull’emergenza occupazionale, in particolare quella giovanile. 

Nel mio intervento ho sottolineato che oggi precarietà e insicurezza minano le basi della coesione sociale. Gli italiani in ‘stato di disagio occupazionale’ sono 7 milioni. I contratti flessibili e la mercificazione del lavoro non hanno creato benefici. Oggi l’obiettivo deve essere coniugare dignità e produttività, tutele e opportunità integrando formazione e lavoro, valorizzando l’innovazione. Dobbiamo fare in modo che i giovani acquisiscano esperienze per competere sul mercato globale”.

E il ministro Giovannini parlava dell’impegno del governo nella “lunga e difficile battaglia contro la disoccupazione” sottolineando che “qualcosa sta cambiando perché per la prima volta, dopo un anno e mezzo, nell'ultimo trimestre, il numero dei contratti attivati ha superato le recessioni”.

In ballo anche modifiche, come annunciato finora da tempo, alle pensioni, ma tuto tace in merito. Nessun accenno, infatti, al tanto chiacchierato prestito pensionistico del ministro Giovannini, che dovrebbe consentire un’uscita anticipata a determinati lavoratori, e nessun accenno alla soluzione della questione esodati, paventata proprio qualche giorno fa dalla presidente della Camera.

Nel nuovo programma di governo illustrato dal premier Enrico Letta spazio al lavoro; al contratto di inserimento a tutele progressive, con l'obiettivo di promuovere nuova occupazione a tempo indeterminato e rafforzare le politiche attive per il lavoro; al potenziamento del Fondo per i nuovi nati e alla revisione degli strumenti di sostegno economico alle famiglie; nonché il via alla sperimentazione di un modello della scuola dell'infanzia come primo grado di un ciclo di istruzione più breve e formazione per gli altri gradi di istruzione. Allo studio anche un programma di revisione degli adempimenti fiscali per i cittadini, troppo oberati dalle tasse.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il