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Pensioni precoci e usuranti Governo Letta: nuovo presidente Inps Conti. Modifiche possibili

Cosa potrebbe cambiare con Conti ai vertici dell’Inps: probabilmente nessuna modifica per precoci ed usuranti



Si attendono mesi risposte alla questione pensioni che interessa principalmente i lavoratori precoci e usuranti. L’avvento della legge Fornero, invece, ha innalzato l’età pensionabile per tutti, senza distinzione, senza, per esempio, tener conto della specificità del comparto scuola, dando vita alla questione dei Quota 96, e senza considerare coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi e sarebbero impossibilitati a rimanere a lavoro fino all’attuale soglia dei 66 anni.

Si sono susseguite in questi mesi proposte per un’eventuale uscita anticipata per queste categorie di lavoratori, a partire dal prestito pensionistico, ipotesi lanciata dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che potrebbe permettere al lavoratore di lasciare con qualche anno di anticipo ricevendo una sorta di prestito che però dovrà poi restituire una volta maturati i requisiti richiesti.

E ci chiede se l’arrivo di Vittorio Conti ai vertici dell’Inps possa cambiare qualcosa. In realtà, come annunciato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, Conti sarà un “commissario con poteri di presidente”, e il suo primo compito sarà presentare il piano industriale sull’incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals.

Per il resto sarà probabilmente poco ciò che potrebbe fare Conti, se non tenere la guida dell'Inps per 6 mesi come commissario straordinario e nel frattempo dare tempo al governo di fare  nuovo decreto sulla gestione Inps. Difficile possa intervenire su pensioni, modifiche per precoci e usuranti, così come su esodati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il